Aversa

Rifiuti, gli operatori delle cliniche attaccano il sindaco

Clinica Villa FioritaAVERSA. “Che sia venuto l’Esercito a ripulire le strade di Aversa non c’è dubbio. L’ufficio stampa del sindaco si è premurato di diffondere le immagini dell’evento attraverso tutti i mezzi di comunicazione esistenti.

Ma sembra che poi dopo aver rimosso la spazzatura ammucchiata in quelli che il primo cittadino ha definito punti di primaria importanza come scuole e ospedali l’Esercito si sia ritirato. E’ quanto appare evidente a sei giorni dall’evento, dato che cumuli di rifiuti restano in strada in punti altrettanto importanti come, giusto per citarne alcuni, piazza Bernini, Porta Napoli zona ex stazione Alifana e praticamente lungo tutta via Vito di Iasi e via Saporito, comprese le aree antistanti la Clinica San Paolo e Villa Fiorita. Non sono anche queste strutture ospedaliere?”.

Clinica San PaoloE’ la domanda che rivolgono al sindaco Ciaramella gli operatori delle due case di cura, preoccupati per le ricadute che potrebbe avere la presenza dei rifiuti in decomposizione sulla salute dei ricoverati. “Sembra impossibile – dicono – che si faccia demagogia anche in momenti critici come quello che stiamo attraversando da mesi”. “E’ vero – continuano – che il sindaco si è messo in prima fila, anche se come primo cittadino non riteniamo avesse altra scelta, per combattere l’emergenza rifiuti ma non è possibile che ogni volta che compie un sia pur piccolo passo per riportare la città ad una normale vivibilità suoni la tromba, affiggendo manifesti e inondando i media di comunicati stampa esaltanti e foto d’occasione”. “Era accaduto – ricordano gli operatori sanitari – quando ha pubblicizzato con manifesti l’avvio della raccolta dei rifiuti, dimostratasi di fatto parziale e insufficiente, definita ‘il regalo di fine anno’, si è ripetuto con l’arrivo dell’Esercito che ha ripulito viale Kennedy all’altezza della scuola Santa Caterina. E le altre scuole? Le altre strutture ospedaliere?. Dalle interviste rilasciate alla stampa avevamo creduto che l’operazione dovesse continuare. Invece niente”.

“E’ ora di dire basta a chiacchiere e proclami e passare davvero ai fatti. Avviando, – suggeriscono gli operatori delle case di cura – in attesa che il Commissario di Governo risolva definitivamente il problema, da subito la raccolta differenzia e garantendo un sito di trasferenza sufficiente, così come fece quando a suo tempo scelse la zona Cappuccini, ai bisogni della città. Individuando una parte del territorio, magari sottraendolo alla speculazione edilizia, in cui realizzare un invaso per depositare i rifiuti in attesa che siano prelevati per essere trasportati nei Cdr o nei termovalorizzatori di altre città o di altre nazioni”. “A differenza di allora, oggi la città è matura per operazione del genere e così facendo Ciaramella le assicurerebbe vivibilità, garantendo la salute dei cittadini”.

“In fondo – concludono – in tema di salute il Sindaco è la massima autorità locale. Se poi si aggiunge che quello di Aversa è anche il presidente dell’assemblea dei sindaci dell’asl Ce2 in una situazione gravissima di emergenza igienico-sanitaria come quella che sta vivendo la nostra città intervenire in maniera decisa dovrebbe essere un obbligo”.

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