Aversa

Rifiuti, cosa chiederesti di fare al sindaco?

emergenza rifiutiAVERSA. L’estate di avvicina a grandi passi e la monnezza ancora non “langue”.

Visto che l’emergenza rifiuti sembra destinata a durare ancora per un bel po’ di tempo e tenuto conto che, almeno fino ad ora, i pannicelli caldi tipo l’Isola ecologica, come pomposamente è definito il deposito provvisorio per plastica, carta e vetro, creato in Piazzetta Diana, all’interno del fu Liceo Artistico e fu Scuola Media Cimarosa, sono riusciti a togliere dalle strade solo pochi chilogrammi di materiale riciclabile, abbiamo pensato di intervistare alcuni cittadini per sentire cosa chiederebbero di fare in merito al Sindaco d’Aversa.

Carla, 27 anni, studentessa: “Al punto in cui siamo arrivati chiederei al Sindaco di emanare, finalmente, qualche ordinanza per ridurre al minimo i gravi disagi che la cittadinanza sta patendo”. E cosa dovrebbe fare per alleviare questi disagi? “Non sta certo a me deciderlo. Posso, come semplice cittadina, suggerire qualche idea. Si potrebbero, ad esempio, mettere in strada i famosi scarrabili”.

Effettivamente gli scarrabili possono contenere svariati metri cubi di rifiuti ognuno. Con un certo numero di scarrabili potremmo eliminare almeno una parte dei problemi legati al percolato e agli animali randagi.

telone in plasticaEnrico, 46 anni, impiegato: “I rifiuti depositati in strada potrebbero essere spruzzati di calce per “disinfettarli” in qualche modo e ridurre, anche se di poco il rischio d’incendi. Ho visto che a Caserta già lo fanno”.

Susy, 25 anni, commessa: “Io lavoro in bar a Lusciano. Di fronte al mio bar, appena si entra in paese, c’è un grosso cumulo d’immondizia sul qual è stato steso un telone di plastica, credo sia pvc, non si potrebbe fare questo anche ad Aversa per evitare gli “effluvi” sgradevoli notturni e il dilavamento del percolato quando piove?”.

Giovanni, 32 anni, fotografo: “Il sindaco potrebbe ordinare ad alcune categorie di commercianti di non depositare nei pressi della loro attività le scatole di cartone, ma trasportarle periodicamente presso l’isola ecologica di Piazza Municipio”.

Anselmo, 17 anni, studente: “Si potrebbe vietare la vendita su tutto il territorio comunale dei prodotti monouso: piatti di plastica, bicchieri, ecc.”.

trituratriceOsvaldo, 61 anni, ingegnere: “Presso i grandi produttori di rifiuti, come ad esempio il mercato ortofrutticolo, potrebbe essere resa obbligatoria l’installazione delle presse per ridurre l’ingombro dei rifiuti (come il cartone) oppure delle trituratrici per eliminare le cassettine, di legno o plastica, nelle quali sono contenute la frutta, la verdura e gli ortaggi. Oggetti che occupano un gran volume rispetto al peso limitato”.

Carmine, 26 anni, operaio: “Nelle strade ci vogliono molti contenitori per i rifiuti in più”.

Maria Elena, insegnante: “Io reintrodurrei le campane per la raccolta differenziata di lattine, vetro, carta, stracci ecc. nelle strade”. “

cassonetti per differenziataraccoglitori per pile esausteNei rivenditori di tabacchi e nei supermercati installerei i contenitori per le pile esauste”.

“Nei bar, ristoranti, pub, pizzerie, rosticcerie, ecc. renderei obbligatori i contenitori per la raccolta differenziata e quelli delle lattine d’alluminio delle bibite”.

“Accanto alle edicole potrebbero essere installati dei contenitori per il deposito di giornali e riviste usate”.

raccoglitore metalliUmberto, 56 anni, ragioniere: “Io costringerei i meccanici ad installare dei contenitori per i rifiuti ferrosi, alla stregua di quanto già fanno per gli oli esausti e le batterie delle auto”.

Severino, 19 anni, cameriere: “Perché le fabbriche di calzature non sono visitate con una certa frequenza dai vigili urbani per controllare che fine fanno gli scarti delle tomaie, i barattoli di colla?”.

Concetta, 35 anni, casalinga: “Per me i piccoli, medi e grandi supermercati dovrebbero essere obbligati a tenere nei loro piazzali quei contenitori di ferro (scarrabili, ndr) da utilizzare solo per i loro rifiuti”.

Insomma l’elenco delle piccole o grandi cose da fare per alleviare, anche se in minima parte, le problematiche indotte dalla presenza di migliaia di tonnellate di rifiuti per strada sono tante. Anche se non sono pericolosi come quelli speciali (sepolti sotto i nostri piedi) i rifiuti solidi urbani, possono contenere ogni tipo di scarto: dai solventi alle medicine scadute, dalle medicazioni alle siringhe sporche di sangue, dagli assorbenti femminili ai pannolini dei bambini, dai tubi fluorescenti ai termometri al mercurio ecc, tutte “cose” che non è possibile pensare di lasciare per strada mesi e mesi ancora. Il tempo stringe, l’estate si sta avvicinando, bisogna fare presto, altrimenti con più di trenta gradi all’ombra c’è il concreto rischio che possano scoppiare delle epidemie. Questi sono solo alcuni suggerimenti che semplici cittadini rivolgono alla massima autorità cittadina. Al sindaco Ciaramella e alle altre autorità competenti, quindi, il compito di trovare, in tempi brevissimi, almeno delle soluzioni temporanee che possano scongiurare ulteriori rischi sanitari per la popolazione.

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