Aversa

Ma gli incendi sono spontanei o appiccati su ordinazione?

 AVERSA. Ieri, ancora una volta, i Vigili del Fuoco sono stati impegnati nello spegnimento di ben otto incendi, scoppiati in diverse zone della città di Aversa.

A questo punto, quindi, una riflessione è d’obbligo. Questi incendi sono la spontanea opera di un gruppo o di singoli mentecatti, che hanno deciso di tirare le cuoia facendosi e facendoci avvelenare lentamente dalla diossina o l’opera di balordi e/o criminali prezzolati, dietro i quali si nasconde una regia occulta? Certo, tutto farebbe propendere per la prima ipotesi, ma mi chiedo e vi chiedo, come mai i falò sono appiccati anche, e soprattutto, ai cumuli d’immondizia che danno meno fastidio? Perché scegliere il cumulo isolato, che non “appesta” nessuno, invece della “piramide di monnezza” che fa bella mostra di se, nei pressi di un locale commerciale o di un condominio? Se fossero solo dei balordi, non avrebbero certo riguardo ad incendiare i cumuli più vicini alle case, anzi. L’eventualità, poi, di essere scoperto, un balordo non la prende neanche in considerazione. E allora? Torniamo alla seconda ipotesi. La regia occulta. Chi ha interesse a distruggere l’immondizia incendiandola? Forse chi in quell’immondizia getta cose che non dovrebbero essere gettate nei RSU ma ritirate, a pagamento, dalle ditte che effettuano lo smaltimento dei rifiuti speciali? Può darsi. Il problema, però, è dimostrarlo. Rammento a chi non lo sa che, ad esempio, gli scarti di pelle delle tomaie dovrebbero essere smaltiti a pagamento. Così come le colle, le pitture, le vernici e gli smalti. Per non parlare, poi, d’inchiostri per la stampa e i rifiuti lattiero-caseari. I rifiuti della panificazione. La segatura, i trucioli, i residui di taglio del legno, gli scarti dei pannelli di truciolare contenenti sostanze pericolose, il cuoio conciato (scarti, cascami, ritagli, polveri di lucidatura) contenenti cromo, i rifiuti contenenti silicone, i prodotti farmaceutici scaduti. I rifiuti derivanti dall’uso di grassi, lubrificanti, saponi, detergenti, disinfettanti e cosmetici. I rifiuti prodotti dalla rimozione di pitture e vernici. Questi sono solo alcuni degli scarti che dovrebbero essere smaltiti a pagamento, ai quali è facilmente associabile la categoria che li produce, e che avrebbe tutto l’interesse a farli sparire gratis. Per questo, per sgomberare il campo dalle supposizioni, chiediamo agli Ispettori dei Vigili del Fuoco e alle forze dell’ordine di indagare sul fenomeno, per scoprire se l’ipotesi della regia occulta è “fantamonnezza” o, purtroppo, qualcosa di tragicamente concreto.

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