Aversa

La pazienza degli aversani ha un limite?

via Obbligatoria - AversaAVERSA. Per colpa dell’emergenza rifiuti la Casta campana diventerà sempre più arrogante. Mi spiego. Se mai ce ne fosse stato bisogno, con il proprio comportamento passivo e rassegnato, la popolazione aversana ha fornito la prova matematica di poter essere letteralmente sepolta di rifiuti senza reagire più di tanto.

Stiamo, da mesi, assistendo all’incredibile scempio che avviene davanti ai nostri occhi senza fare assolutamente nulla. Questa o è il segno di una grandissima civiltà o è menefreghismo allo stato puro. Ma cosa cavolo deve accadere ancora prima di svegliarci? A quanti metri deve arrivare l’immondizia prima di ribellarci? Articoli sui mezzi di comunicazione di massa, riunioni, comitati civici, osservatori permanenti e “di passaggio”, consulenti venuti “da lontano” e quelli “vicini”, programmi radio e tv, petizioni inviate al Presidente della Repubblica e ad ogni autorità italiana ed europea, commissari straordinari, poteri speciali, consorzi e consorziati, esercito, non sono serviti a nulla. Nell’immondizia stavamo e nell’immondizia continuiamo a stare. A questo punto devo chiedere scusa a quei ragazzi che qualche mese fa, per primi, organizzarono un corteo di protesta rovesciando per le strade montagne di rifiuti. Li apostrofai duramente. Condannai con forza il loro atteggiamento spavaldo. Mi risposero che non avevo capito niente perchè “L’unico modo per ottenere qualcosa è comportarsi più incivilmente di chi ci ha ridotto in queste condizioni”. Alla luce di quanto è successo vi chiedo scusa. Avevate ragione voi. Pur restando fermamente contrario a quella specifica forma di protesta, devo dare atto che per un mesetto circa, qualcosa si mosse dopo quell’episodio. Ora, a distanza di tempo dalla famosa manifestazione di piazza Municipio, credo sia giunto il momento di scendere di nuovo in strada. In maniera civile, però, senza violenza, ma con la sola forza dell’intelligenza si potrebbe fare un sit-in di protesta davanti al Municipio. In questo modo chi vuole affrontare ancora una volta l’emergenza con le analisi di fattibilità, i progetti di massima, le contro deduzioni, i progetti definitivi, i pareri degli esperti, le autorizzazioni, i permessi, i certificati, le gare, gli appalti, i collaudi, le verifiche, le contro verifiche etc. capisca, una volta per tutte, che non sono le discariche ad essere giunte al punto massimo di saturazione, ma la pazienza dei cittadini. Prima cha accadano eventi irreparabili, forse sarà meglio provvedere a fare qualche “sforzo” in più per risolvere il problema.

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