Aversa

Crisi Fi, Ciaramella pronto ad approdare in An o Udc

Mimmo Ciaramella AVERSA. “Non sono disposto a farmi sfruttare per meri fini elettorali fino ad aprile per poi vedermi scaricare dai miei amici di Forza Italia di Aversa. Piuttosto sto pensando, questa volta seriamente, di lasciare un partito che tanto mi ha dato, ma al quale anch’io ho dato tanto”.

Una frase che nessuno conferma, ma che il sindaco azzurro della città normanna Mimmo Ciaramella avrebbe pronunziato immediatamente dopo l’ennesimo blitz presso la GeoEco dove ha riconfermato l’accordo bipartizan tra sindaci disattendendo le direttive del proprio partito, divenendo collettore, bersaglio di una serie di critiche di quanti, in casa azzurra, sono oramai convinti che Ciaramella sia divenuto troppo ingombrante. “La politica ed i partiti in questo momento devono fare un passo indietro. Siamo rispettosi dei ruoli, ma in questo momento di emergenza – avevano affermato Ciaramella ed i suoi colleghi – dovevano esserci i sindaci, e solo loro, ad assumersi le responsabilità anche perché è stato scelto un consiglio d’amministrazione di veri tecnici che hanno le capacità di poter affrontare e risolvere tutte le problematiche del consorzio ed in particolare l’emergenza rifiuti e la salvaguardia dei tanti posti di lavoro”. Un disegno, un proposito che non collimava, però, con i piani di Forza Italia (anche se hanno seguito Ciaramella altri due sindaci azzurri: Carmine Antropoli di Capua e Cristiano Cipriano di Casal di Principe), tanto che il primo cittadino di Aversa si è messo di traverso anche rispetto ai massimi vertici del partito di Berlusconi in Campania. Insomma, per l’establishment azzurro Ciaramella sarebbe il classico “morto che cammina”. Così come era stato facilmente pronosticato nei giorni scorsi, le due crisi, quella del consiglio di amministrazione della GeoEco e quella del centrodestra aversano si sono intersecate. Ora, le intenzioni dei maggiorenti di Forza Italia sarebbero così sintetizzabili: sopportiamo Ciaramella fino all’appuntamento elettorale per le politiche del 13 e 14 aprile prossimo; immediatamente dopo, il primo cittadino andrà a casa quale punizione per non aver rispettato i diktat del partito sia al comune che alla GeoEco. Intenzioni che, stando ai più stretti collaboratori del sindaco aversano, quest’ultimo avrebbe già captato preparandosi alla contromossa: uscire da Forza Italia e costringere, a livello cittadino, il senatore Pasquale Giuliano, il consigliere regionale Giuseppe Sagliocco e il segretario cittadino (ed ex vice presidente della GeoEco) Nicola Golia in un angolo. In pratica, il sindaco azzurro, forte di una propria maggioranza indipendentemente dall’appoggio di una parte dei consiglieri di Forza Italia, potrebbe decidere di abbandonare il partito del Cavaliere per scegliere un’altra formazione politica di centrodestra. Si parla di Alleanza Nazionale, ma sembrerebbe avere maggiori chance l’Udc dove il primo cittadino potrebbe approdare già prima della data fissata per le elezioni politiche. Insomma, la crisi della maggioranza di centrodestra, dapprima latente e successivamente scoppiata in maniera eclatante con le dimissioni dei due assessori di Forza Italia (Luciano Luciano e Isidoro Orabona) il 27 dicembre scorso per preparare il terreno al richiesto (solo dagli azzurri) azzeramento dell’esecutivo. Una richiesta che non ha trovato d’accordo nessuno degli alleati, i quali hanno sempre affermato che l’esecutivo non è mai stato messo in grado di lavorare proprio a causa delle beghe interne a Forza Italia.

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