Aversa

Crisi, dopo l”azzeramento sembra tutto tranquillo ma…

Domenico CiaramellaAVERSA. Sembrano aver ricevuto tutti un ordine preciso: non far trapelare alcun dissidio. Parola d’ordine: ricompattare per senso di responsabilità verso gli aversani.

Primo obiettivo: dare vita ad un crono-programma di cose da fare. Sono tutte unite, almeno a parole, in questa prima fase successiva all’azzeramento, le forze politiche che compongono la coalizione di centrodestra.

Ma le difficoltà delle quali sarà disseminata la strada del sindaco azzurro Mimmo Ciaramella iniziano ad intravedersi e riguardano soprattutto quella che sarà, poi, l’attribuzione ai partiti delle poltrone assessoriali. Forza Italia, infatti, non fa mistero di essere stata sottostimata visto che con i suoi otto consiglieri ha appena due assessori. Agli azzurri gli alleati fanno però notare che, accanto a quelle dei due assessori, ci sono altre due poltrone ben più importanti: quella di primo cittadino e quella di presidente del consiglio comunale. Fin qui, comunque, le voci di corridoio sul futuro prossimo. Intanto, a livello ufficiale, in vista della chiusura delle trattative prevista per martedì prossimo, i vari responsabili di partito fanno conoscere quelle che sono le proprie posizioni.

Per Nicola Golia, segretario cittadino degli azzurri, in questa prima fase “bisogna individuare i problemi e i tempi di risoluzione. Avremo necessità di indicare un metodo e solo successivamente entrare nel merito, nella concretezza con indicazione anche di nomi”. Ed è proprio in merito ai nomi che il cronista chiede a Golia se ci saranno dei veti da parte di Fi. “No, assolutamente, – risponde il professionista aversano – non ci saranno veti. Certo, però, necessiterà un’analisi critica per verificare quanto fatto fino ad oggi, eventuali fallimenti e consequenziali colpe. Il tutto in una logica di coalizione e non di forze in ordine sparso”.

Più morbido il rappresentante del Gruppo della Libertà, Plinio Frunzio, che dichiara: “Le nostre richieste saranno compatibili con quelle che sono le esigenze della coalizione. Dobbiamo tutti renderci conto di quanto ognuno di noi può effettivamente avere al di là delle sia pure legittime aspirazioni di ognuno. Cerchiamo di passare dalle parole ai fatti, dall’immobilismo di questi mesi alla realizzazione del programma.. I cittadini chiedono concretezza, tutto il resto sono solo parole”.

Cesario Liguori dell’Udc, vero ispiratore di questo riassetto istituzionale, continua a chiedere un esecutivo che sia soprattutto legato ad un programma e non a giochi di potere, a quella ormai famosa “deriva qualunquistica”, termine da lui coniato per questa brutta fase della politica aversana. Per Alleanza Nazionale, dopo il sostanziale passo indietro fatto un poco da tutti gli alleati, “bisogna dare concretezza al programma che fino ad oggi non è riuscito a decollare per una serie di problemi esterni alla coalizione”. Gli alleanzini, inoltre, assicurano che, nonostante la crescita di consiglieri (da tre a cinque) non vi saranno richieste di ulteriori poltrone.

Poltrone che, invece, chiedono i socialisti del Nuovo Psi con Rosario Ippone, portavoce cittadino, che ha dichiarato: “Visto che si sono disattesi gli accordi preelettorali, credo che siamo in dovere di chiedere visibilità in giunta”.

Nulla, invece, dovrebbe cambiare per la lista-famiglia Popolari Normanni dei fratelli Fiore e Nicola Palmieri.

All’interno della coalizione di centrodestra, comunque, i problemi ancora da superare non sono pochi soprattutto a causa dei mutati rapporti di forza da parte dei partiti all’interno della coalizione.

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