Italia

Rifiuti in Campania, interviene l”Unione Europea

Emergenza rifiuti in CampaniaNAPOLI. Sulla grave emergenza rifiuti in Campania scende in campo anche l’Unione Europea. “Seguiamo molto da vicino la situazione in Campania e nei prossimi giorni valuteremo se prendere nuove decisioni e adottare nuove misure”. Lo afferma la portavoce del commissario Ue all’ambiente, Stavros Dimas.

L’Ue, già lo scorso giugno, ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia, responsabile di non aver seguito le indicazioni comunitarie in materia di smaltimento dei rifiuti. Un provvedimento che comporta il rischio di dover pagare nuove multe salatissime e perdere i finanziamenti comunitari.

Intanto, cresce l’allarme in Campania, soffocata da migliaia di tonnellate di immondizia nelle strade e da fumi di diossina sprigionati dai roghi appiccati ai cumuli. Gli impianti Cdr e i siti per lo stoccaggio di ecoballe ormai sono chiusi e non ci sono al momento alternative. Dopo le rimozioni straordinarie avviate nella città di Napoli e in provincia di Caserta (in particolare nell’agro aversano, dove è stato aperto un sito di trasferenza provvisorio a San Tammaro per 26 comuni), che hanno dato un po’ di respiro tra gli ultimi giorni del 2007 e l’inizio del nuovo anno, ora la situazione è di nuovo precipitata. Tonnellate di spazzatura sono ricomparse per le strade, altre si sono aggiunte dove l’immondizia non era stata prelevata.

Numerose le proteste dei cittadini. Ai presidi permanenti presso il sito di ecoballe Taverna del Re di Giugliano (chiuso il 31 dicembre) e a quelli nei comuni casertani di Carinola e Pignataro e di Pianura, nel napoletano (che il Commissariato straordinario di governo ha scelto per la realizzazione di siti di stoccaggio) si sono aggiunte le manifestazioni pubbliche dei cittadini. Come quella di Aversa (Caserta) del 30 dicembre scorso, quando tremila persone sono scese in strada, “armate” di sacchetti della raccolta differenziata, per protestare contro l’emergenza rifiuti, l’aumento delle malattie tumorali e l’inefficienza delle istituzioni preposte.

Nel suo messaggio di fine anno, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha lanciato un monito: “Bisogna liberarsi dalle paure che non fanno ragionare e dai particolarismi che non fanno decidere”. Paure e particolarismi, politici o localistici, “che emergono in troppi casi, come per l’emergenza rifiuti in Campania, che impediscono la soluzione del problema con grave danno per le condizioni e per l’immagine di una città e di una regione nelle quali invece non mancano energie positive, realtà nuove e iniziative di qualità”.

Oggi è intervenuto il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, che ha chiesto una svolta. “Qualunque siano le soluzioni che il Commissario per l‘emergenza rifiuti riterrà di adottare– ha detto – è fondamentale dare una svolta alla riduzione e alla raccolta differenziata, a cominciare dalla città di Napoli sulla base delle linee guida della Commissione Jucci depositate un anno fa”. “Il ministero dell’Ambiente – ha aggiunto il leader dei Verdi – offrirà, come fa da oltre un anno e mezzo, la massima collaborazione alle istituzioni locali per uscire da questa drammatica emergenza e per assicurare – ha concluso Pecoraro – tutte le forme di mitigazione di impatto ambientale e di accelerazione della bonifica delle aree degradate”.

A Napoli, stamani, alcuni militanti di Alleanza Nazionale e di Azione Giovani, durante una protesta davanti a Villa Rosebery, dove il presidente Napolitano soggiorna per la sua visita privata in città, hanno consegnato un dossier ai funzionari del Quirinale sull”emergenza rifiuti. Il documento, di circa 50 pagine, contiene stralci della relazione della commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti e pone l’accento sulla gravità della presenza di rifiuti tossici nelle discariche della Campania e sull’emergenza in alcune zone della Regione per l’accumulo di tonnellate di rifiuti a cielo aperto.

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