Italia

Prodi ottiene la fiducia ma è pronto alle dimissioni

Romano ProdiROMA. 326 a favore, 275 contrari. E’ il risultato della votazione con cui il governo Prodi ha incassato la fiducia alla Camera. Risultato scontato, visti i numeri della maggioranza a Montecitorio.

Il problema è al Senato, dove il centrosinistra aveva una maggioranza già risicata e che ora deve fare i conti con la defezione dell’Udeur, ossia meno tre voti. Questo, stando alle indiscrezioni circolate per l’intero pomeriggio, potrebbe portare il premier Romano Prodi ad anticipare i tempi e rassegnare già questa sera le dimissioni nelle mani del presidente Giorgio Napolitano, al fine di evitare la bocciatura nell’Aula di Palazzo Madama e, pertanto, una brutta figura. Al Senato la discussione inizierà domani pomeriggio e, nel fare la conta dei voti, Prodi si è accorto di non essere messo tanto bene: a parte il no ampiamente anticipato dell’Udeur di Mastella, anche l’ex An Domenico Fisichella e i liberaldemocratici di Lamberto Dini (tranne D’Amico) hanno annunciato voto contrario. L’ipotesi delle dimissioni prima del voto a Palazzo Madama sarebbe appoggiata dallo stesso Partito Democratico, anche se i veltroniani smentiscono. Quel Pd che, durante il dibattito oggi alla Camera, ha subito attacchi dallo stesso centrosinistra: “E’ il nemico più insidioso”, ha detto il leader dei Comunisti Italiani, Oliviero Diliberto – “È stato Veltroni ad aprire la crisi” per il socialista Roberto Villetti – “Dopo Fisichella anche Dini, un altro fondatore del Pd, si è messo contro il governo, dunque è da lì che viene la crisi”, ha esclamato il presidente dei senatori di Sinistra Democratici Cesare Salvi. Il centrodestra, invece, ha chiesto in Aula le dimissioni immediate di Prodi. “Il mercato a Palazzo Chigi non è un tentativo di concussione? – ha detto ironicamente Gianfranco Fini di An – Si apra la crisi e torni la parola agli elettori che in democrazia sono sovrani”. Il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, pensa che “Prodi abbia un’ottima opportunità di cambiare strada, quella di dirottare l’autista da Palazzo Madama al Quirinale. Non è facile trovare una soluzione, ma ogni spazio per il prosieguo della legislatura sarà ostruito dalla sua ostinazione a non dimettersi prima del voto al Senato. Non si può pensare a un secondo tempo di questa legislatura se non si eviterà questo inutile rito”. Nel pomeriggio c’è stato anche un piccolo caso sulla posizione che assumerà l’Udeur. Silvio Berlusconi ha infatti annunciato che il Campanile di Mastella sarebbe confluito nel centrodestra, ma subito è giunta la smentita dell’ex ministro della Giustizia: “L’Udeur non confluirà da nessuna parte. Le nostre scelte sono e saranno sempre di centro”.

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