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Primarie Usa, Obama stravince in South Carolina

Barack ObamaUSA. Il South Carolina va ad Obama. Sono circa 295mila, pari al 55,4%, i voti con cui il senatore di colore dell’Illinois ha battuto l’ex first lady Hillary Clinton, fermatasi al 26,5%.

Dietro l’altro candidato alle primarie democratiche John Edwards. Non ha vinto, ha dunque stravinto Barack Obama, che ha potuto contare sul voto dell’elettorato giovane e afroamericano, mentre Hillary ha conquistato il consenso dell’elettorato bianco ma non della maggioranza delle donne. Obama, dopo la vittoria al primo turno nell’Iowa ,aveva perso nei successivi tre Stati, New Hampshire (8 gennaio), Michigan (15 gennaio) e Nevada (19 gennaio), andati a Hillary. Oggi ritorna alla grande, in attesa del “Supertuesday” del 5 febbraio, quando si andrà al voto in 22 stati e si sceglieranno oltre 1600 delegati per la convention nazionale dei Democratici in programma a Denver, in Colorado, per fine agosto.

Per la Clinton il gioco comincia di nuovo a farsi difficile, soprattutto dopo la “batosta” di ieri sul New York Times, dove è stato pubblicato un editoriale a firma di Caroline Kennedy, figlia del presidente John Kennedy, che ha chiesto agli americani di eleggere Barack Obama, accostandolo addirittura a suo padre. “Non ho mai avuto un presidente che m’ispirasse come la gente dice che mio padre la ispirò. Ma per la prima volta credo di averlo trovato. Un presidente come mio padre, che ispirerà una nuova generazione di americani”. “Obama – ha continuato – restituirà al Paese l’idealismo kennediano, gli insegnerà a credere di nuovo in se stesso, ne farà daccapo un modello per tutti i popoli”. La figlia del presidente assassinato a Dallas nel 1963, unica sopravvissuta alle tragedie della famiglia Kennedy, finora non era mai intervenuta in una campagna elettorale. Oggi, a 50 anni, dice di essere scesa in campo “per ragioni patriottiche, politiche e personali, perché i nostri figli hanno bisogno di grandi cambiamenti, come noi nel 1960 quando fu eletto mio padre”. Caroline ha elogiato anche gli altri due candidati democratici Clinton e Edwards, ma per lei è stato Obama quello che più si è battuto per i poveri, che ha formato una coalizione di bianchi e neri, uomini e donne, un leader nato che ha saputo mobilitare anche gli scettici. L’editoriale è stato dato alle stampe prima dell’esito elettorale in South Carolina e, certamente, ha contribuito alla vittoria di Obama.

Tuttavia, è meglio che il senatore afroamericano non si entusiasmi troppo, la campagna elettorale è ancora aperta e non è escluso che Hillary possa recuperare al “Supertuesday” del 5 febbraio, quando potrebbe diventare “scomodo” anche il terzo candidato John Edwards. Infatti, il sistema delle primarie prevede che ogni candidato, durante i rispettivi turni elettorali, conquisti dei delegati al Congresso nazionale di agosto. Saranno proprio i delegati ad eleggere il candidato alla Casa Bianca e quelli di Edwards potrebbero essere fondamentali per Obama e Hillary.

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