Italia

In Campania c”è anche un”emergenza politica

Il NAPOLI. Mia nonna mi diceva sempre: “Troppi galli a cantare non si fa mai giorno”. Ed è vero. In questa ennesima emergenza rifiuti che ha colpito la benemerita Campania sono troppo i galletti che vogliono per forza cantare.

Ognuno s’inventa qualcosa per demonizzare una regione splendida che ha bisogno di un aiuto da tutti, affinché possa liberarsi dal marciume che la circonda. Un marciume che non risparmia nessuno. I cittadini sono esasperati da tanti anni di sofferenza. La politica locale è scesa nei bassifondi della vergogna, ma non ha lo stomaco per fare un passo indietro. Proprio la politica è colpevole delle disgrazie di questa terra funestata da problemi rimasti sempre irrisolti. Mentre si gettano lacrime amare per la vergogna che sta facendo il giro del mondo, la classe politica, invece di unirsi sotto un unico fazzoletto piegato a lutto, ha ancora il coraggio di giocare al tanto amato “scarica barile”. E no. Il gioco non vale più, siete tutti colpevoli dello scempio che circonda i cittadini campani, recitate un mea culpa, passatevi la mano sulla coscienza, perché chi è senza peccato tra di voi abbia il coraggio veramente di scagliare la prima pietra e fare uscire fuori i responsabili. Credo che, come nella parabola, anche in questo caso, nessuno ha il coraggio di scagliare la prima pietra, perché chi governa gestisce, chi è all’opposizione ha il compito di vigilare. Uno non ha saputo gestire, o ha fatto finta di gestire bene, l’altro non ha visto, o fatto finta di non vedere. Visto che siete tutti responsabili di questo misfatto, cercate di assumervi le vostre responsabilità evitando di protestare inutilmente contro voi stessi. L’emergenza rifiuti in Campania esiste da quindici anni, la colpa non può essere attribuita a poche persone, in quindici anni sono passate tante amministrazioni, con tanti amministratori, ognuno deve assumersi le proprie colpe, se si vuole essere veramente, per una volta, coerenti. Smettetela con i vostri atteggiamenti, in Campania sta per scoppiare l’emergenza economica, che sarà molto più disastrosa dell’emergenza rifiuti, già i mercati ortofrutticoli del nord e di mezza Europa non vogliono la nostra merce. Qualcuno ha esposto il cartello: “Non sono prodotti campani”. Tra un po’ inizia la stagione della raccolta della frutta, ciò significa che molte aziende agricole dovranno chiudere perché i loro prodotti rimarranno nei campi, trascinandosi dietro una serie di attività che faranno precipitare la regione in una crisi senza precedenti. Ora basta. Se vogliamo bene alla Campania, facciamo in modo che tutti contribuiscano a salvarla, da sola non può farcela. C’è un altro nemico che lo Stato non ha mai debellato definitivamente, si chiama malavita organizzata. Il popolo non potrà mai sconfiggere questo nemico se non interviene, appunto, lo Stato. Stato, purtroppo, finora poco attento a quello che succede al sud. Solo all’ultimo minuto, quando tutto sta precipitando, si ricorda che esistono anche la Campania e il sud. Uno Stato forte avrebbe già sconfitto la criminalità, invece il nostro è debole, basta vedere i tanti consigli comunali della Campania e nel resto del Mezzogiorno che continuamente vengono sciolti per infiltrazioni mafiose. Nessun governo ha mai fatto scelte ben precise per sconfiggere qualcosa che mette in discussione la stessa libertà dei cittadini. Posso anche sbagliarmi, ma non mi risulta che al nord ci siano consigli comunali sciolti per infiltrazioni mafiose, come non mi risulta che ci siano organizzazioni criminali che vanno a chiedere il pizzo. Com’è possibile tutto questo? Siamo nella stessa Italia? Nessuno ha mai garantito che in ogni angolo di questa penisola ci siano gli stessi diritti e lo stesso grado di vivibilità per tutti. Credo che, oltre all’emergenza rifiuti, la Campania da trenta anni si trova anche in una profonda emergenza politica, poiché nessuno ha mai risolto i suoi problemi. Forse è giunto il momento che tutto il popolo italiano si unisca per un unico scopo: spazzare via definitivamente tutti i mali che assillano il sud italia, a partire dalla Campania, perché i mali del sud sono i mali dell’Italia. I danni economici che ne derivano li paga la nazione intera, non solo una parte dell’Italia rimasta emarginata dal resto del paese, per colpa della classe politica locale che non è stata in grado di governare allo stesso modo di come si governa al nord. Ciò vuol dire che siamo tutti sulla stessa barca se siamo un”unica nazione, altrimenti l’unica ragione ai tanti problemi è la vera suddivisione territoriale che esiste in questo paese: io nord mi tengo le fabbriche e la ricchezza, tu sud ti tieni la malavita e il sottosviluppo, ed ognuno cerca di gestirsi l’orticello per quello che possiede.

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