Italia

Cuffaro si dimette: “E” per rispetto ai siciliani”

Salvatore CuffaroPALERMO. Il governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro, si è dimesso, sottolineando che la sua decisione è “irrevocabile”.

il manifesto di RifondazioneL’esponente dell’Udc, condannato a cinque anni di carcere per favoreggiamento nell’ambito dell’inchiesta sulle “talpe” alla Dda palermitana, ha così anticipato il procedimento di sospensione avviato dal ministro dell’Interno e richiesto dalla Procura di Palermo. Ricordiamo che la terza sezione penale del Tribunale di Palermo, nel condannare Cuffaro, ha escluso l’aggravante di favoreggiamento alla mafia, confermando solo l’accusa di favoreggiamento verso altri imputati (alcuni dei quali condannati, però, per associazione mafiosa) e applicando la pensa accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici. Dopo la sentenza, per la quale ricorrerà in appello, Cuffaro aveva detto di voler restare presidente della regione e di essere confortato perché “non colluso con la mafia”. Poi, vuoi per il procedimento del Viminale, vuoi per l’ondata di polemiche scatenata dal centrosinistra (Rifondazione ha tappezzato le mura della città con degli ironici manifesti), anche nei confronti dell’Udc di Casini, partito a cui la posizione del governatore (che è vicepresidente nazionale dello scudocrociato) stava destando troppo “imbarazzo”, soprattutto in questo momento particolare che potrebbe portare al ritorno alla urne, Cuffaro ha deciso di mollare.

“Mi dimetto per non tradire quegli ideali ai quali sono stato educato. Lo faccio per la mia famiglia e lo faccio come ultimo atto di rispetto verso i siciliani”, ha detto. “Ho visto diffondersi in questi giorni una crescente ostilità verso la mia persona. E siccome il popolo, – ha aggiunto il governatore siciliano – più che i salotti o le manovre di palazzo, è sempre stato l’elemento centrale della mia esperienza politica, anche in questa circostanza così delicata non voglio sottrarmi ad un confronto leale con esso”. A questo punto si prospettano nuove elezioni in Sicilia, “entro tre mesi dallo scioglimento dell’Assemblea”, come annunciato dal presidente del consiglio regionale Gianfranco Miccichè. Cuffaro, il cui mandato sarebbe scaduto nel 2011, aveva incassato nei giorni scorsi la fiducia del parlamento siciliano. Molte critiche aveva suscitato la foto che ritraeva lo stesso festeggiare il “non essere mafioso” con dei cannoli siciliani. Foto che ha fatto il giro del mondo, suscitando sdegno anche tra gli stessi siciliani, che l’avevano quasi perdonato. Solidarietà arriva dal suo segretario nazionale Pierferdinando Casini: “Tra qualche mese, quando Cuffaro sarà assolto da tutte le accuse, tanti sciacalli di queste ore saranno in prima fila a chiedergli scusa”.

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