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Bhutto voleva svelare i brogli di Musharraf

Bhutto e MusharrafISLAMABAD. L’ex premier pachistana Benazir Bhutto, il 27 dicembre, giorno del suo omicidio, avrebbe dovuto incontrare degli esponenti politici americani.

La Bhutto doveva presentare una relazione in cui accusava l”Intelligence di Islamabad di utilizzare denaro e aiuti da parte degli Stati Uniti per manovrare le elezioni a favore della vittoria di Musharraf. Sembra, addirittura, che due funzionari in pensione dell”Isi avrebbero preparato schede elettorali già votate a favore del partito del presidente, per poi introdurle nelle urne di alcuni collegi elettorali. La notizia è stata resa nota dal deputato democratico Patrick Kennedy e dal senatore repubblicano Arlen Specter, che hanno confermato l’incontro conBenazir Bhutto nel pomeriggio di giovedì 27 dicembre, e Sarfaz Ali Lashari, alto funzionario del Partito del Popolo Pachistano (Ppp), il quale ha ammesso di avere contribuito alla scrittura del rapporto, che consta di duecento pagine ed accusa il governo di volere truccare il voto. Il marito della Bhutto e nuovo co-presidente del Ppp, Asif Ali Zardari, commentando la notizia, ha detto: “C”é sicuramente la mano dell”Isi nel cercare di manovrare le elezioni. Benazir lo diceva da tempo”.

Intanto, la commissione elettorale ha ufficializzato il posticipo delle elezioni previste per l”8 gennaio: la data scelta è il 18 febbraio. Una decisione non accettata dal Ppp che, dopo la morte della Bhutto, ha eletto nuovi leader il figlio diciannovenne Bilawal e il padre Asif Zardari. Il governo giustifica la scelta per l”instabilità in cui versa il Paese a causa delle violenze nate dopo l”assassinio dell”ex premier. Violenze che hanno determinato anche problemi di natura tecnica: nella provincia di Sindh, infatti, sono stati distrutti i seggi e i materiali di cancelleria, comprese le schede, destinati alle elezioni. “La situazione a Sindh è instabile”, ha detto un funzionario della commissione – è impossibile per noi avviare le operazioni per le votazioni”.

Parlando in tv alla nazione, il presidente Musharraf ha definito “inevitabile” il rinvio delle elezioni, annunciando che “l’esercito sarà dispiegato per tutto il periodo del voto” per garantire la sicurezza. “Spero che dopo ci sia una democrazia costituzionale”. Musharraf si è detto “molto triste” per l’assassinio della Bhutto ma ritiene che “miscredenti e partiti politici vogliono sfruttare questa occasione per trarne vantaggio”. Il presidente ha manifestato la disponibilità del Pakistan a ricevere aiuti dall’estero nelle indagini sulla morte di Benazir, annunciando che arriverà nel paese un team di investigatori britannici di Scotland Yard. Anche la Francia, durante un incontro tra Musharraf e il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner, ha offerto l’aiuto di propri esperti nell’inchiesta.

C’è una taglia di 164mila dollari per chiunque saprà dare informazioni utili sull’attentato del 27 dicembre. Sono state distribuite le foto di due sospetti che quella mattina erano in mezzo alla folla, vicino all’auto della Bhutto: uno ha aperto il fuoco, l’altro si è fatto esplodere. Ricostruendo chirurgicamente la testa del kamikaze e confrontando il volto della foto, si tratterebbe della stessa persona. C’è anche un video amatoriale, diffuso dall’agenzia di stampa France Presse, che dimostra come qualcuno, prima dell’esplosione, abbia fatto fuoco contro l’ex premier, smentendo la ricostruzione del governo, secondo cui la donna era morta dopo aver urtato il capo contro il tetto della vettura mentre cercava di sfuggire al kamikaze.

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