Italia

Berlusconi: “Niente dialogo se non si blocca la riforma tv”

Silvio BerlusconiROMA. “Se il governo porta avanti il ddl Gentiloni sulla riforma del sistema televisivo non tratteremo col centrosinistra sulla nuova legge elettorale”.

Lo afferma il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico alla kermesse “Neveazzurra” in corso a Roccaraso, ritenendo “una decisione criminale” il disegno di legge del ministro delle Comunicazioni, che prevede un incremento delle risorse fino al 45% e la riduzione dell’affollamento orario delle pubblicità al 16%, nonché lo spostamento entro il 2009, per Rai e Mediaset, di una rete sul Digitale Terrestre (Rai3 e Rete4). Parole che arrivano dopo le dichiarazioni rilasciate oggi al Corriere della Sera dal leader del Partito Democratico, Walter Veltroni, il quale ha detto che non è possibile una riforma elettorale senza l’apporto di Berlusconi: “Gli interlocutori sono quello che sono, non si scelgono. – ha detto Veltroni – La domanda che mi faccio è: si può riscrivere la legge elettorale senza Berlusconi, senza il partito che con il nostro è il più grande d’Italia? Non si può”. Il Cavaliere, inoltre, si è detto contrario d una riforma che vada nel senso del sistema elettorale tedesco: “Il sistema tedesco non va bene, sarebbe un ritorno indietro al passato, verrebbe sottratta ai cittadini la possibilità di scegliere il premier e il governo”. “La governabilità – ha poi aggiunto – è cosa necessaria e che lo sbarramento più elevato è, meglio è: uno sbarramento del 5% è il minimo che si deve avere”. Un elemento fondamentale della riforma, ha concluso il presidente di Fi, dovrà essere quella di “eliminare il frazionamento eccessivo, che rende impossibile il governo ed espone i grandi partiti ai ricatti delle ali estreme”. Insomma, al Cavaliere potrebbe, con qualche accorgimento, andare bene al prossimo turno il “Porcellum” di Calderoli (ossia l’attuale legge emanata dal suo governo nel 2006) per poi arrivare, nel giro di due tre anni, al modello francese.

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