Caserta

Mastella, moglie arrestata assieme a esponenti Udeur campano

Clemente MastellaSANTA MARIA CV (Caserta). L’anticipazione della notizia degli arresti domiciliari a Sandra Lonardo, moglie del ministro della Giustizia Clemente Mastella e presidente del Consiglio regionale della Campania, ha indotto la procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) ad “accelerare” la notifica dei provvedimenti.

Agenti della polizia giudiziaria, intorno alle 14.30, si sono recati nella residenza dei Mastella, a Ceppaloni (Benevento), notificando la misura cautelare. L’inchiesta riguarda una presunta rete di “mutua assistenza” e di “scambi di favori” tra persone vicine o organiche all’Udeur, partito del ministro Mastella, che stamani si è dimesso dopo la notizia. I magistrati ipotizzano una regia dell’Udeur di Mastella dietro l’approvazione di delibere, nomine e gare d’appalto, tra cui quella riguardante l’annullamento della gara per la costruzione del padiglione di medicina a Caserta. Diversi i capi d’accusa: corruzione, falso, abuso di ufficio, rivelazione di segreto di ufficio.

Luigi NoceraAndrea AbbamonteNicola FerraroOltre a lady Mastella (accusata di tentata concussione a danno del direttore dell’ospedale di Caserta, Luigi Annunziata), sono coinvolte una ventina di persone, tra assessori regionali, consiglieri regionali, politici e funzionari campani. Sarebbero 23, in totale, le ordinanze di custodia cautelare. I pm Alessandro Cimmino e Maurizio Giordano, coordinati dal procuratore capo di Santa Maria CV Mariano Maffei, hanno chiesto al gip Francesco Chiaromonte misure interdittive nei confronti degli assessori regionali Luigi Nocera, all’Ambiente, e Andrea Abbamonte, al Personale; del sindaco di Benevento, Fausto Pepe, e dei consiglieri regionali Fernando Errico, capogruppo dell’Udeur, e Nicola Ferraro. I carabinieri si sono recati nella sede del consiglio regionale della Campania e negli uffici del gruppo dell’Udeur, dove hanno sequestrato documentazione. Altre misure interdittive sarebbero state emesse nei confronti del presidente del Consiglio di Stato Paolo Salvatore, del capo della Procura di Foggia Vincenzo Russo, del prefetto di Benevento ed ex vicario alla Prefettura di Caserta Giuseppe Urbano, di tre giudici amministrativi del Tar Campania (Carlo D’Alessandro, Ugo De Maio e Francesco Guerriero), del consuocero di Clemente Mastella, Carlo Camilleri, presidente dell’Autorità di bacino del Sele, e di un vigile urbano in servizio ad Alvignano (Caserta), Luigi Treviso.

Si tratterebbe, dunque, di una nuova fase dell’inchiesta che portò all’arresto, nel giugno 2007, dell’ex direttore generale della Provincia di Caserta Antony Acconcia e dei consiglieri provinciali dell”Udeur Giacomo Caterinoe Domenico Bove, quest”ultimo ex sindaco di Alvignano, comune in cui è stato arrestato il suddetto vigile urbano. Tale inchiesta, avviata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere nel 2005, – dopo diverse segnalazioni di una gestione anomala della cosa pubblica – è incentrata sui versamenti che diversi imprenditori sarebbero stati costretti a fare per ottenere lavori dal Comune, con una propensione da parte degli amministratori, dicono gli inquirenti, a lucrare non solo su autorizzazioni rilasciate a privati ma anche sul dirottamento a ditte “amiche” di lavori per privati. Le turbative d”asta avvenivano in particolare per i lavori di ristrutturazione. Il giro complessivo di affari illeciti sarebbe stimato in alcuni milioni di euro.

Intanto, il presidente del Consiglio Romano prodi ha respinto le dimissioni presentate stamani dal ministro Mastella. Quest’ultimo, ringraziando il premier per la fiducia confermatagli, ha detto di voler prima restare accanto alla moglie, per poi decidere in seguito sulla scelta di abbandonare la carica di Guardasigilli.

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