Campania

Ugo Conte deve essere arrestato

Ugo ConteMONDRAGONE. Un’assunzione pilotata, contropartita alle dimissioni, quelle del consigliere comunale Massimo Romano, necessarie a mantenere in piedi la maggioranza di Ugo Conte. Il quale sapeva, approvava, garantiva il pagamento del corrispettivo, s’impegnava con i fratelli Orsi e per conto di quanti altri avevano interesse ……

…….. a non far sciogliere indecorosamente, e cioè per colpa di Maria D’Agostino (ineleggibile in virtù di una condanna per favoreggiamento di un boss), il consiglio comunale di Mondragone. Il quadro indiziario, ha stabilito il Tribunale in sede di appello, è fortissimo. E Ugo Conte, è scritto nel dispositivo, andava arrestato. I giudici della libertà, infatti, che hanno esaminato la posizione del primo cittadino di Mondragone l’11 gennaio e depositato la decisione l’altra sera, hanno infatti accolto il ricorso presentato dalla Dda (il pm Alessandro Milita), ritenendo troppo mite la decisione del gip Alessandro Buccino Grimaldi e non condividendo le conclusioni del suo ragionamento. Il giudice, disponendo l’arresto di Giuseppe Valente, presidente del consorzio di bacino Ce 4, di Maria D’Agostino e di un gruppetto di politici locali e di camorristi, aveva ritenuto di dover procedere a piede libero nei confronti di Ugo Conte: non perché non esistessero i gravi indizi di colpevolezza ma perché i camorristi con i quali aveva concordato, secondo l’accusa, le metodologie di gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti nel frattempo erano diventati collaboratori di giustizia. I giudici del Riesame hanno escluso, invece, l’appartenenza di Conte al sodalizio criminale ma confermato la gravità del quadro indiziario e la necessità della cattura. La decisione non produrrà effetti immediati sotto il profilo giudiziario. Avverso la decisione, infatti, Conte potrà proporre ricorso per Cassazione. Venti le persone (sei destinatarie della misura cautelare in carcere), coinvolte nell’inchiesta della Dda sulla gestione del Ce4 e della collegata Ecoquattro, inchiesta nel quale è indagato anche l’ex ministro Mari Landolfi. Sono accusate a vario titolo di concorso esterno in associazione camorristica, estorsione, truffa e corruzione aggravati dal favoreggiamento della camorra (reati, questi, contestati a Landolfi, che risponde in concorso con i fratelli Romano, Conte, Valente, Michele Orsi e Daniela Gnasso, nell’assunzione fittizia di quest’ultima alla quale fu pagato lo stipendio senza che avesse mai lavorato). E intanto Ugo Conte ha annunciato le sue dimissioni dalla carica. «Ho appreso dai miei avvocati – scrive il sindaco – il parziale esito positivo del Riesame. Sono cadute le accuse di associazione camorristica e di estorsione, ma sono state ritenute valide quelle di aver favorito alcune assunzioni. Sono sollevato dal fatto che le accuse più gravi e infamanti siano cadute nel vuoto, tuttavia rimane valida la richiesta di custodia cautelare per la vicenda delle presunte assunzioni». Conte ha venti giorni di tempo per revocare le dimissioni. In caso contrario Mondragone, presso il cui Comune è al lavoro la commissione di accesso, tornerà al voto.

Il Mattino (ROSARIA CAPACCHIONE)

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