Campania

Rifiuti, Fabozzi: “Utilizziamo le cave dismesse”

Enrico FabozziVILLA LITERNO (Caserta). Per risolvere l’emergenza rifiuti in provincia di Caserta, Enrico Fabozzi, sindaco di Villa Literno, propone l’utilizzo delle cave dismesse, opportunamente impermeabilizzate e messe in sicurezza.

“In un sol colpo otterremmo tre successi”, ha spiegato il primo cittadino liternese. Oltre a pulire le strade dei tanti Comuni ancora invasi da cumuli di sacchetti maleodoranti, che arrivano al secondo piano delle abitazioni, Fabozzi intravede la possibilità di “ristabilire l’armonia del paesaggio casertano stuprato in questi anni dalla estrazione di materiale da costruzione e, infine, un modo per convertire i rifiuti in energia utilizzando le moderne tecniche di estrazione del biogas e di sfruttamento del percolato”. Fabozzi è intervenuto anche sulla nomina di Gianni De Gennaro al Commissariato per l’Emergenza Rifiuti in Campania per soli 4 mesi: “Limitare la durata dell’incarico a soli 120 giorni è un errore. – spiega – E’ quanto meno utopistico pensare che l’emergenza possa essere risolta in così breve tempo. Io invece darei a De Gennaro un mandato ‘sine die’, senza alcuna scadenza temporale fissata sul calendario, ma che tenga in considerazione solo l’effettiva costruzione dei termovalorizzatori e degli altri impianti utili a completare il ciclo dei rifiuti in Campania”. Una scadenza legata, quindi, alla effettiva e definitiva risoluzione dell’emergenza che renda autonoma la regione. “Pensate invece a cosa accadrà – continua Fabozzi – quando De Gennaro andrà via e ci si appresterà ad avviare i lavori per i termovalorizzatori: ricominceranno le proteste e il nuovo Commissario, se non avrà gli stessi poteri dell’ex Capo della Polizia, si troverà ad affrontare le rivolte popolari come è accaduto in questi 14 anni”. Infine, un riferimento alla correlazione rifiuti-tumori: “In queste settimane sono intervenuti tanti esperti che hanno chiarito un equivoco di fondo, troppe volte sfruttato per motivare le rivolte popolari: le discariche, i termovalorizzatori e le stesse ecoballe, grazie alle moderne tecnologie, non provocano i tumori. Ciò che veramente fa male sono i rifiuti tossici sepolti negli ultimi 20-30 anni sotto i nostri piedi e gli incendi dei cumuli che purtroppo continuano a susseguirsi in questi giorni”.

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