Campania

De Gennaro a Benevento: “Chiuderò la discarica il 30 aprile”

Gianni De Gennaro BENEVENTO. Stamani il commissario per l’emergenza rifiuti Gianni De Gennaro è giunto nella sede della Provincia di Benevento per degli incontri relativi alla riapertura della discarica “Tre Ponti” di Montesarchio.

Nel comune sannita sono in corso da giorni proteste e blocchi stradali e durante la mattinata il sindaco Izzo, assieme ad una ventina di sindaci della Valle Caudina, ha guidato un corteo di protesta fino alla discarica. Circa diecimila persone, tra cui numerosi studenti, secondo le stime degli organizzatori. I sindaci che dopo si sono incontrati con De Gennaro, accompagnati dai rappresentanti dei comitati civici.

In conferenza stampa, il supercommissario ha dichiarato: “Intendo parlare ai cittadini del Sannio con lealtà e franchezza: non sono stato felice di lasciare “gli ozi di Capua” per occuparmi di un problema così grave sotto gli occhi di tutti. Però, quando vedo che i bambini devono andare a scuola passando attraverso montagne di rifiuti, mi sono posto l’imperativo etico di superare questa drammatica situazione. Capisco che i cittadini del Sannio potrebbero non considerarsi in emergenza, ma tutti noi dobbiamo raggiungere insieme gli obiettivi di superare questa fase mostrando solidarietà. Il mio compito non è quello di organizzare il ciclo dei rifiuti: il mio compito è raccogliere i rifiuti solidi urbani che sono ammassati in strada e ogni minuto che passa se ne producono cinque tonnellate. Ci sono in questo momento 250.000 tonnellate (stima prudenziale) accatastate nelle strade, ma arriveremo ad un milione di tonnellate il giorno 11 di maggio quando cesserà il mio mandato. Chi verrà dopo di me, dovrà avere la possibilità di evitare che in un prossimo futuro si verifichino le medesime situazioni che hanno portato alla situazione attuale. Dunque, io dico che nessuno deve guardare solo verso la strada in cui si affaccia; ma tutti dobbiamo immedesimarci in chi vive un problema drammatico ed ha diritto di chiedere aiuto. Cominciamo a dimostrare solidarietà. Accanto a me ci sono le Istituzioni del Ministero dell’ambiente, della Protezione Civile e dell’Arpac per collaborare alla verifica se i rifiuti accatastati nelle discariche creano danni alla salute della cittadinanza. Ciò deve avvenire con chiarezza, trasparenza e lealtà: se la verifica dà un esito positivo noi dobbiamo dimostrare solidarietà per togliere i rifiuti solidi dalle strade. Io non cambio il mio piano di una virgola perché perderei tempo e il tempo si traduce in una ulteriore produzione di rifiuti. Il sistema attuale della gestione rifiuti è fatto in modo tale che una minima zeppa nella filiera blocca il processo. Dobbiamo dunque fermare il sistema precedente e riconvertirlo. Io sto andando oltre i miei doveri: potrei limitarmi a stoccare da qualche parte i rifiuti e lasciarli lì, ma non avrei risolto nulla nella sostanza. Io voglio gestire l’emergenza e pormi il problema del dopo. Voglio prendere atto delle progettualità locali e metterle al servizio dei miei poteri. Tra cento giorni io non ci sarò più al Commissariato, ma dovrò lasciare con un sistema nuovo. Se riapro una discarica, io fisso anche una data della chiusura della stessa. Sarò io stesso a mettere il lucchetto per chiuderla il 30 aprile. Farò degli accertamenti sulla discarica di Tre Ponti con i Ministeri dell’ambiente e della protezione civile e l’Arpac: se accertano che ci sono problemi in quella discarica entro i prossimi sette giorni è chiaro che modificherò la mia ordinanza. Con alto senso di responsabilità intendo muovermi per mettere tutti nella certezza di non fare danni alle popolazioni. Non credo che a Tre Ponti saranno conferite più di 21.000 tonnellate, io credo che il quantitativo sarà inferiore, anche perché spero di trovare una nuova soluzione che non avrà bisogno di tutta questa disponibilità. Comunque entro il 30 aprile Tre Ponti sarà chiusa. Entro sette giorni saranno effettuate verifiche per la messa in sicurezza della discarica. Io mi assumo ogni responsabilità, prima civile verso i cittadini, quindi penale ed amministrativo delle mie decisioni. Lavoreremo con l’unità di crisi della Provincia con assoluta trasparenza. Io sono pronto a lavorare con i sindaci, ma non posso fare i dibattiti in Consiglio comunale perché non ne ho il tempo”.

Intanto è polemica tra il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, e l’Arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe. Quest’ultimo, durante una celebrazione al Duomo, ha detto che “la politica ha fallito”. Ma per la Iervolino: “Il cardinale faccia il cardinale”.

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