Aversa

Rifiuti, Orabona: “Attendiamo autorizzazione di De Gennaro”

Isidoro OrabonaAVERSA. “Fino a sabato riusciremo a togliere ancora qualcosina perché delle 3200 tonnellate di rifiuti che siamo stati autorizzati a sversare a Reggio Emilia, ad oggi ne abbiamo utilizzato solo 1100 per l’intero bacino della GeoEco”.

Isidoro Orabona, presidente del Consorzio Ce2, è amareggiato per la situazione di empasse che si sta vivendo anche perché la situazione reale è sotto gli occhi di tutti. I numeri, oramai, aumentano esponenzialmente. Nel territorio del consorzio ci sono per terra circa tremila tonnellate di immondizia. Di questi millecinquecento nella sola Aversa che “è divenuta, di fatto, lo sversatoio scelto dai cittadini dei comuni limitrofi” come ha evidenziato lo stesso Orabona. Nella città normanna qualche piccolo miglioramento si nota soprattutto in prossimità degli edifici scolastici, ma le condizioni di Aversa peggiorano e non migliorano. A fronte di questa situazione, infatti, il GeoEco, non per colpe proprie, non riesce a raccogliere che un centinaio di tonnellate (destinate a Reggio Emilia) al giorno a fronte della cinquecento che i cittadini producono. A questo vanno aggiunte ben milleduecento tonnellate depositate nel sito di compostaggio di San Tammaro “che io devo liberare”, ha aggiunto Orabona. Quest’ultimo sottolinea anche che ha sollecitato al commissariato di governo per l’emergenza rifiuti l’autorizzazione per il sito di San Tammaro “anche se sembra ultronea, io credo di dover fare qualcosa. Mi hanno detto di attendere ancora due o tre giorni, perché poi ci indicheranno loro dove sversare. Da un lato la cosa potrebbe anche convenirmi perché non butterei via diverse centinaia di miglia di euro. Ma i tempi sono stretti, strettissimi”. Sempre in tema di rifiuti si deve registrare un’osservazione relativa al piano redatto dal commissario straordinario Gianni De Gennaro da parte del vicesindaco aversano Lucio Farinaro (Udc), medico, che ha dichiarato: “Sono alquanto perplesso su un aspetto particolare delle decisioni dell’ex capo della polizia: la mancata presa in considerazione delle cave. Credo che queste siano, invece, per la loro naturale conformazione, utilissime per lo scopo per la loro natura. Inoltre, una volta esaurite è facile coprirle senza mutare più di tanto l’aspetto del territorio”.

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