Aversa

Arresti Udeur, in manette anche l’aversano Lucariello

Vincenzo LucarielloAVERSA. Una stanza alla Regione, una sorta di pensione integrativa sotto forma di incarico di grande prestigio e scarsa fatica: quella di difensore civico della Campania. Il beneficiario dell’appannaggio si chiama Vincenzo Lucariello, ha 72 anni, è di Aversa, è stato segretario generale al Tar Campania fino al 2004, lo stesso anno della nomina conferitagli dall’allora presidente del consiglio regionale Casamassa e confermata l’anno successivo da Sandra Mastella.

Il sito web della Regione riporta il bilancio della sua attività: il 2007 si è chiuso con un niente di fatto, con nessuna civica difesa. Ma c’è chi dice, senza conferme per la verità, che la sua stanza fosse a completa disposizione di Carlo Camilleri, consuocero del presidente Sandra Lonardo. Il «cavaliere», come lo chiamano amici e conoscenti, secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere – che ne ha chiesto e ottenuto l’arresto – è l’uomo che ha fatto da raccordo, da mediatore, da anello di congiunzione tra l’Udeur, Clemente Mastella, Sandra Lonardo e i giudici amministrativi. Sfruttando la conoscenza della macchina burocratica ma, più ancora, la fitta rete di amicizie che si era creato quando al Tar lavorava, aveva messo a disposizione degli amici di Ceppaloni e dell’intera cordata del Campanile informazioni riservate e raccomandazioni. È a lui che si rivolgono gli amministratori locali per conoscere l’esito dei ricorsi su nomine ed elezioni, su impugnazioni di delibere e di atti amministrativi. È lui ad attivarsi per conoscere l’esito della richiesta di sospensiva sulla nomina del commissario all’Asi di Benevento. Decisione che conosce in anteprima, che riferisce a Camilleri e che è costata anche l’interdizione per due mesi al giudice Ugo De Maio, l’unico magistrato per il quale il gip Francesco Chiaromonte ha accolto la richiesta della Procura. Ma il cavalier Lucariello compare nei capi di imputazione contestati a tutti i giudici indagati: al presidente del Consiglio di Stato, Paolo Salvatore; al procuratore di Foggia, Vincenzo Russo; ai giudici del Tar Campania, Francesco Guerriero e Carlo D’Alessandro. Per tutti loro il gip ha rigettato la richiesta dei pm Alessandro Cimmino e Maurizio Giordano. Ma era sempre il difensore civico a parlare per conto di chi richiedeva un favore. Russo, per esempio, aveva fretta di conoscere l’esito del ricorso al Consiglio di Stato fatto dal procuratore aggiunto di Bari, Colangelo, avverso la sua nomina alla Procura di Foggia. Aveva chiesto a Lucariello, aveva ottenuto risposta, aveva dato incarico allo stesso cavaliere di far avere al presidente Salvatore una lattina di olio, a titolo di ringraziamento. Il pagamento di una tangente (Russo e Salvatore erano stati iscritti nel registro degli indagati per corruzione in atti giudiziari)? Il gip, dopo gli interrogatori di garanzia del 21 e 22 dicembre, lo ha escluso. Ancora Lucariello per la segnalazione di altri fascicoli al Tar, ma non risultano contatti tra l’ex segretario generale e i giudici Guerriero e D’Alessandro. Nell’ordinanza di custodia cautelare il gip Chiaromonte censura anche un altro suo comportamento: l’iperattivismo seguito alla notifica degli inviti a rendere dichiarazioni alle cinque toghe. Lucariello ha chiesto di incontrare i giudici, con qualcuno si è visto e ha parlato (per sapere? per concordare la difesa?). Solo Vincenzo Russo, pure contattato, si è rifiutato di incontrarlo.

Il Mattino (ROSARIA CAPACCHIONE)

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