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Pakistan, rabbia ai funerali di Benazir Bhutto

Benazir BhuttoNAUDERO (Pakistan). In migliaia hanno partecipato ai funerali di Benazir Bhutto, la leader dell’opposizione uccisa ieri in un attentato kamikaze al termine di un comizio pubblico a Rawalpindi, la stessa città dove suo padre, l”ex primo ministro Zulfikar Ali Bhutto, fu impiccato nel 1979 dopo essere stato destituito da un colpo di stato.

Il feretro di Benazir BhuttoIl corteo funebre, con in testa il marito Asif Ali Zardari, è partito dalla casa della 54enne e percorso circa sette chilometri, arrivando al mausoleo di famiglia nella provincia di Sindh. Il feretro era ricoperto dal drappo tricolore del Partito del popolo pakistano (Ppp). L’assassinio della Bhutto è avvenuto in vista delle elezioni dell’8 gennaio, un appuntamento che il popolo attende con la speranza di riavere un governo civile, dopo la lunga dittatura di Pervez Musharraf. In cima alla lista dei sospettati per l’attentato ci sono gruppi legati ad Al Qaeda. Ma il principale accusato, da parte dei sostenitori della Bhutto, è proprio il presidente Musharraf, assieme agli Stati Uniti che appoggiano il suo governo. Non a caso, durante i funerali si è udito: “Vergogna per l’assassino Musharraf, vergogna per gli assassini Usa”. Chi non lo incolpa dell’assassinio lo ritiene però responsabile dell’instabilità del paese, come l’ex primo ministro Nawaz Sharif, un tempo rivale della Bhutto, che ha annunciato di boicottare le elezioni di gennaio. Intanto, il Pakistan è nel caos, la violenza ha preso il sopravvento e durante delle manifestazioni di protesta si sono registrate vittime tra cittadini e poliziotti. Auto, camion e bus incendiati, blocchi stradali e altre proteste sono in corso. Le forze di sicurezza hanno l’ordine di sparare a vista sui manifestanti violenti. La vicina India ha allertato le sue forze e sospeso i collegamenti stradali e ferroviari con il Pakistan. Il presidente Usa George W. Bush ha condannato fermamente l’attentato ed esortato Musharraf e tutto il Pakistan ad onorare la memoria della Bhutto e continuare il processo democratico, organizzando le elezioni dell’8 gennaio. Elezioni che, tuttavia, considerando l’attuale situazione del paese, sarebbero al momento improbabili.

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