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Meredith, per il Riesame fu “omicidio di gruppo”

Mereduth KercherPERUGIA. E’ passato un mese e mezzo dall’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher e da allora, quotidianamente, arrivano notizie contrastanti su chi possa aver compiuto quel gesto atroce.

Gli accusati, Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Hermann Guede, continuano, a modo loro, a dare delle versioni che, in virtù della proclamazione della loro innocenza, accusano un’altra persona.E” stato scrittoun memoriale da Amanda, la coinquilina americana di Mez,un altroda Rudy, il giovane ivoriano “amico” della vittima, ma niente di quantohannorivelato indirizza alla verità. Il Tribunale del Riesame di Perugia, qualche giorno fa, ha confermato anche per Guede la permanenza in carcere elencando numerose incongruenze riscontrate nel suo racconto, alcune che sfiorano l’inverosimile. “Emerge con evidenza – scrive il Riesame – che la versione difensiva dell”indagato è minata da decisive falsità che impediscono di valorizzarla anche come minimo e parziale racconto di quanto accaduto.

Le risultanze di indagine che collegano direttamente Rudy alla commissione dei reati mantengono integra la loro gravissima rilevanza indiziaria. E dunque il racconto di Rudy altro non è che un maldestro tentativo di offrire spiegazione alle tracce di sé lasciate nel corso dell”attività delittuosa, alcune delle quali già emerse”. I giudici, presidente Marco Battistacci, giudici a latere Maria Rosaria Monaco e Lidia Brutti, hanno aggiunto che la sera del 1 novembre nella casa del delitto erano presenti più persone, ognuna delle quali avrebbe avuto un ruolo attivo nell”omicidio: “È nell”entourage delle relazioni amicali più o meno strette, delle molte occasioni di conoscenza a catena in qualche modo tipiche della vita universitaria del fuori sede, che risulta essere maturato l”incredibile ed efferato crimine del quale, deve riconoscersi, resta tuttora difficile ripercorrere le sequenze ideative”. Intanto, dal sopralluogo della polizia scientifica di ieri sono emerse nuove tracce che testimonierebbero la presenza di Amanda e Raffaele nell’abitazione di via della Pergola: innanzitutto è stato ritrovato il libro di Harry Potter che Amanda aveva detto di aver letto prima di addormentarsi proprio la sera del delitto, poi è stata rivenuta un”impronta di scarpa rilevata sul sangue della vittima in cui è stata evidenziata una stella, lo stesso simbolo è sotto la Nike di Raffaele. Ed infine ci sarebbe anche un’impronta della scarpa di Amanda impressa su una cartolina trovata per terra, in una stanza della casa dove la ragazza ha giurato di non essere entrata. Il mistero si infittisce: chi ha ucciso Meredith?

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