Italia

Italiani ostaggio di banche e finanziarie

 Ultima nata la “Cosa Rossa”, ovvero “La Sinistra-L’Arcobaleno”. La politica sta diventando sempre più un palcoscenico di eventi, ma di concreto costruisce ben poco. Il Pd, Pdl, Cosa Rossa e la Cosa Bianca che si apprestano a mettere su Casini ed amici.

Lo dico con molta sincerità, il popolo italiano non sa più che fare e a chi dare credito, perché si cambiano nomi e simboli in continuazione ma le facce sono sempre le stesse. Da tutto questo il popolo italiano non ne ricava nulla, se non un attesa estenuante che ormai è diventata insopportabile. Non mi stanco mai di dire che l’Italia sta andando a rotoli, invito i politici di passare le prossime settimane per le strade e tra la gente, per ascoltare il grido di disperazione che si alza a coro unanime tra le persone. La devono smettere di parlare e litigare tra loro senza concludere niente, mentre sarebbe opportuno creare le condizioni per far riemergere il Paese dal baratro in cui lo hanno trascinato, con la loro cattiva gestione politica che hanno fatto fino ad oggi. Gli italiani oggi più che mai dopo la sciagura che li ha colpiti con l’avvento dell’euro, sono ostaggi delle banche e delle finanziarie. Le banche e le finanziarie hanno deliberato milioni e milioni di euro per piccoli finanziamenti per consentire alle famiglie di andare avanti. Anche gli artigiani, le piccole e medie imprese, sono costantemente sotto gli istituti di credito per tirare avanti. Il credito al consumo è l’unico strumento a disposizione per fare degli acquisti, la liquidità non esiste più. I risparmi che per anni hanno caratterizzato il popolo italiano, oggi non ci sono più, perché si sono prosciugati nel tempo, ed oggi al posto dei risparmi ci sono i finanziamenti. Ma tutto questo i politici lo sanno oppure fanno finta di non saperlo? Si rendono conto che la situazione è diventata insostenibile? A dire il vero mi sembra proprio di no, continuano ad avere le labbra piene di sorrisi quando festeggiano la nascita di un nuovo soggetto politico, mentre il popolo non riesce per niente a sorridere. Continuano a chiedere soldi ai contribuenti senza pietà, aumentando di continuo le tasse, non possono smentire quello che sto dicendo. I comuni stanno già trovando l’alternativa per coprire quello che il governo centrale di centrosinistra gli ha tolto in finanziaria. Se così fosse i cittadini si ritroveranno a pagare ancora altri aumenti dovuti ai rincari delle imposte delle regioni e dei comuni, oltre ai tanti altri aumenti previsti, si calcola quasi mille euro in più a famiglia nel corso 2008. La musica è sempre la stessa: se non lo fa il governo centrale ci pensano i comuni e le regioni a massacrare i cittadini. Ma lo volete capire che i cittadini non hanno più soldi e con quello che guadagnano a malapena riescono a ricavare qualcosa per mangiare? È inutile che create un”altra società di riscossione (Equitalia) per prendere i soldi che i cittadini non riescono più a darvi. Tra un po’ gli italiani lanceranno lo slogan “pignorateci tutti”. Ma come si fa a dire che tutto va bene se poi quello che si sente in giro questo Natale dimostra il contrario? Come si può essere ancora così crudeli da continuare a chiedere soldi ai cittadini? Forse quel poco di economia che gira è perché le famiglie ricorrono ai prestiti per pagare tasse arretrate, altre hanno impegnato intere tredicesime per pagare i debiti, oppure per cercare di comprare l’essenziale che occorre, creando sempre più rate da pagare e debiti da scontare con le banche e le finanziarie. Non lo dico solo per arricchire il mio servizio, ma invito veramente la classe politica a passeggiare per le strade in questi giorni di Natale e verificare di persona lo stato d’animo della gente. Soltanto così possono comprendere, anche se escludo che non lo sappiano, che questo popolo con l’euro ha finito di campare. Non c’è ragione che regga, l’evidenza è molto più certezza di quello che si vuole far credere. Un popolo intero, esclusi gli affaristi, speculatori, banche, finanziarie, grandi gruppi industriali e i politici che lo hanno voluto, dicono che l’euro è un bene, perché a loro sta bene. L’altra parte del Paese, che è la stragrande maggioranza di questa nobile Italia, partendo dal pensionato, all’operaio, all’artigiano, alla piccola impresa, che lavora per vivere e pagare le tasse e non per divertirsi, non la pensa allo stesso modo, perché fa i conti in tasca e le trova sempre più vuote e piene di debiti.

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