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Cambiamenti climatici, Ban Ki-moon invoca provvedimenti urgenti

 Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha invitato i capi di Stato e di governo ad agire subito per affrontare, con azioni decise e risolutive, le cause del riscaldamento globale.

Inaugurando in Indonesia, una conferenza sull’ecosistema, Ban Ki-moon ha dichiarato, di fronte più di diecimila delegati provenienti da 189 paesi del mondo, che se non si adotteranno misure immediate, il pianeta terra dovrà affrontare disastri immani come siccità diffusa, fame, carestie e crescita del livello del mare. Il massimo dirigente dell’organismo internazionale ha affermato che “siamo riuniti qui perché il tempo a nostra disposizione per discutere sta per terminare”. I cambiamenti climatici sono la vera sfida di questo secolo, gli scienziati sono stati chiari: le modificazioni sono in atto, l’impatto sul pianeta è realmente avvertibile. Il tempo per agire non può essere rimandato. Prima del suo intervento, il segretario generale dell’Onu aveva condannato l’attentato dinamitardo perpetrato nella capitale algerina e aveva invitato ad osservare un minuto di silenzio per le vittime della strage, tra esse vari funzionari dello stesso organismo internazionale. In questa riunione, della durata di tre giorni, studiosi dell’ecosistema, presidenti e primi ministri sperano di raggiungere un accordo per fissare la data di una prossima conferenza planetaria che possa gettare le basi per sostituire il Protocollo di Kyoto dopo il 2012 (data di scadenza dello stesso). Una bozza di progetto, che sta circolando tra i delegati, stabilisce una data compresa tra giugno 2008 e dicembre 2009. Sarà analizzato, inoltre, il previsto taglio dal 25 al 40 percento, entro il 2020, delle emissioni di gas causa dell’effetto serra, in relazione con i livelli del 1990, nelle nazioni industrializzate. Stati Uniti e Canada sono tra i paesi che respingono questi obiettivi, irrinunciabili, invece, ai fini di una riduzione efficace delle emissioni di Co2 nell’atmosfera. La conferenza dell’Onu sul cambiamento climatico ha visto la presenza nell’isola indonesiana di Bali, non solo dei rappresentanti di più di 180 paesi, ma anche e soprattutto di migliaia d’osservatori indipendenti e centinaia d’organizzazioni, sia governative sia non governative.

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