Italia

Berlusconi: “Don Gelmini può contare su di me”

Berlusconi con Don Gelmini nel gennaio 2005, alla festa per gli 80 anni del sacerdoteAMELIA (Terni). “Don Gelmini potrà contare sempre su di me e sulla mia collaborazione”. Così Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico durante il tradizionale appuntamento di Santo Stefano alla Comunità Incontro di Amelia guidata da Don Pierino Gelmini.

Il sacerdote, al centro di un’inchiesta con l’accusa di molestie sessuali verso alcuni ex ospiti della Comunità, in questi giorni ha scritto a Papa Ratzinger chiedendogli di sospenderlo dalla Chiesa e ridurlo allo stato di laico. Una decisione, quella di Don Pierino, il quale versa in gravi condizioni di salute dopo un attacco cardiaco, motivata dal fatto che vuole “difendersi liberamente senza coinvolgere l’autorità ecclesiale”. La sua assenza all’incontro di ieri (ogni anno, il 26 dicembre, avviene il saluto del sacerdote ai giovani che hanno terminato il periodo di recupero e che lasciano la comunità) era stata ampiamente annunciata. Don Gelmini è intervenuto in collegamento audio: “Vorrei tanto essere lì e salutarvi uno per uno, ma il mio cuore l’ho deposto nel vostro cuore”.

Poi la telefonata di Berlusconi, che ha confermato la propria vicinanza al sacerdote: “Se, come altre volte è successo, la Comunità ritenesse che un mio impegno, una mia vicinanza, un mio aiuto possano essere in qualche momento utili o addirittura necessari, io sono qui a vostra disposizione”, ha detto l’ex premier. Dal Vaticano, finora, nessuna risposta alla richiesta di laicato di Don Pierino. Intanto, alcuni ipotizzano che quella di Don Gelmini sia una contromossa studiata dopo che la Santa Sede gli avrebbe chiesto di lasciare l’incarico nella comunità se fosse andato al processo. Oggi la Procura di Terni ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini e ora si procederà al rinvio a giudizio. Otto sono i ragazzi che accusano il sacerdote di violenza sessuale, due dei quali, all’epoca dei fatti (dal 1999 al 2004) erano minorenni. Assieme a Don Pierino sono imputate altre tre persone (di cui una è ancora collaboratore del sacerdote) per il reato di favoreggiamento personale. Don Gelmini si è sempre difeso dicendo che si tratta di una “vendetta” da parte degli accusatori, i quali, come riferito dal sacerdote, furono espulsi dalla comunità dopo un furto notturno. Gli stessi, dopo essere stati cacciati, lo avrebbero anche minacciato, dicendogli “Te la faremo pagare” e tentato di estorcergli soldi.

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