Campania

Pignataro in piazza contro la discarica

protesta contro la discarica a PignataroPIGNATARO MAGGIORE (Caserta).«Non vogliamo il nostro paradiso trasformato in un letamaio». Striscioni, musica ad alto volume e marcia al ritmo dei tamburi. Sette Comuni in strada stamattina, tra la Casilina e l’Appia nei pressi dell’uscita autostradale di Capua, per dire «no» a quello che hanno già definito «il progetto lo Uttaro 2» a Torre D’Ortello: nel polmone verde di Pignataro Maggiore.

Il comitato antidiscarica, ossia quel gruppo che si va ogni giorno ingrandendo di amministratori pubblici, allevatori, agricoltori, esponenti politici e della società civile, intende così imprimere un netto salto di qualità alla lotta in corso, in termini di partecipazione popolare, risonanza mediatica e legalità. Alle spalle i consigli comunali aperti e mai chiusi, l’occupazione dei binari ferroviari e il picchettaggio dei «Cento Moggi». In calendario persino una serie di funzioni religiose, sempre lì, sul sito a rischio rifiuti. Un incontro con il vescovo ancora da concordare e poi la manifestazione di oggi. «Una prova pacifica di forza e determinazione»: come l’ha voluta definire Raimondo Cuccaro, capo dell’opposizione consiliare e tra i più convinti artefici della protesta. Gli organizzatori puntano sulla presenza di almeno sei-settemila cittadini. Tra l’altro, il sindaco Magliocca ha emesso un’ordinanza di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, dei mercati rionali e di tutti gli esercizi commerciali per favorire una partecipazione di massa con un unico obiettivo: contrastare gli intenti del commissariato per l’emergenza rifiuti. A garantire la riuscita della manifestazione saranno anche i sette sindaci del comprensori. Invece che le decorazioni natalizie, le strade e i muri di Pignataro Maggiore, Calvi Risorta, Sparanise, Grazzanise, Pastorano, Camigliano e Giano Vetusto sono tappezzate di manifesti con l’esplicito invito alla partecipazione rivolto, a conti fatti a circa 32mila cittadini. Tutto questo a un mese dall’inizio di quella che chiamano «resistenza civile» e proprio nel momento storico di massima indecisione palesata dai vertici dell’unità di crisi al servizio del prefetto Pansa. L’area, infatti, nonostante il documento di requisizione, non è stata ancora mai, di fatto, materialmente, acquisita dai tecnici che dovrebbero poi scavare e installare la membrana di isolamento. Un risvolto della lotta che convince ancora di più i manifestanti sulla giustezza della loro posizione. Non è un caso. Sono i tratti precisi di una linea strategica che incassa, ogni giorno, l”adesione di nuove associazioni ambientalistiche e personaggi politici di caratura provinciale e regionale. Persino il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Francesco Forgione, ascoltando le ragioni dei cittadini in lotta e del Comune di Pignataro rappresentato dal sindaco Magliocca, ha chiesto tutta la documentazione di questi terreni per sottoporle allo studio dei suoi esperti legali e tecnici. da Il Mattino, venerdì 07.12.07 (di Elio Zanni)

Intanto, è stato riaperto il tratto dell’A1 tra Caianello e Caserta nord, chiuso stamani per una protesta contro un progetto di discarica. Il traffico sta tornando alla normalità sul tratto autostradale bloccato stamani in entrambe le direzioni per la manifestazione di protesta dei cittadini di Pignataro Maggiore e di altri 6 comuni contro la localizzazione di una discarica di rifiuti nella località “Cento Moggi”. Tra i manifestanti anche ragazzi delle scuole della zona, rimaste chiuse oggi.

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