Campania

Maddaloni, gli abitanti della “Cucciarella” non ne possono pi&ugrave

Rifiuti in strada nella zona MADDALONI (Caserta). Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata dai cittadini del quartiere “Cucciarella” di Maddaloni, nel casertano.

“Gentili lettori, la Cucciarella è una zona periferica di Maddaloni che è sempre stata disagiata. Chi la vive la considera sempre di più un vero e proprio ghetto senza nessun luogo di aggregazione e senza nessuna sicurezza per i cittadini che vi abitano. Con la questione rifiuti questa zona è divenuta ancora di più uno squallore. Chi vi transita la considera una discarica a cielo aperto perché l’immondizia è ovunque, a volte anche per la strada ostacolando la circolazione. Il problema dei rifiuti da noi è doppio, non solo perché viviamo, appunto, in una discarica, ma anche perché l’immondizia, la notte, viene bruciata bruciando fino alla mattina. Molti studenti, che ogni mattina percorrono la zona per andare al ‘Don Gnocchi’ devono correre perché la puzza della spazzatura, quella nei sacchetti e quella bruciata, è troppo forte e si impregna nei vestiti. Gli stessi studenti che lamentano anche il problema dei trasporti pubblici, nonostante tutti paghino un costoso abbonamento”.

Rifiuti in strada nella zona Alla lettera dei cittadini si unisce il signor Domenico Letizia, del comitato ambientalista contro la discarica Lo Uttaro di Caserta e abitante della zona, che afferma: “La situazione delle periferie è gravissima, non solo povertà diffusa dove la gente è costretta a girovagare tra i rifiuti per trovare qualcosa. Per i giovani non c’è nulla e l’immondizia è ovunque. Sembra una situazione da terzo mondo, senza prospettiva”. Per Letizia il problema dei rifiuti nel casertano viaggia in parallelo con quello del Macrico, ex area militare del capoluogo (alle spalle del Monumento ai Caduti) nella quale si chiede la realizzazione di un’area verde. “Le città – dice Letizia – hanno bisogno sia di riciclaggio che di verde e le istituzioni non vogliono risolvere nessuno di questi problemi. Noi delle periferie siamo stanchi, vogliamo risposte ma soprattutto fatti”.

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