Campania

Emergenza rifiuti, crisi di legalità e di civiltà

il sito di PARETE (Caserta). “Siamo ormai alla resa dei conti di un percorso intrapreso 15 anni fa con l’inizio del commissariamento straordinario del ciclo dei rifiuti.

Quindici anni nei quali una politica incapace, un’organizzazione criminale chiamata camorra e società imprenditoriali dedite solo al profitto hanno fatto cerchio decretando la distruzione di un’intera regione. Stato contro Stato, amministrazioni locali inerti, una popolazione incline a subire e priva di ogni principio di collettività hanno dato il colpo di grazia”. Non usa mezzi termini Raffaele Tessitore, responsabile di Sinistra Democratica di Parete, nell’esprimere la propria amarezza per un territorio martoriato dai rifiuti industriali e domestici. “Tumori, malformazioni genetiche, inquinamento del territorio e una montagna di soldi spesi senza criterio sono l’unico risultato”, dice Tessitore, per il quale uno degli esempi lampanti è certamente il sito di stoccaggio di Taverna del Re, tra Giugliano e Villa Literno, nato come “provvisorio” (per un massimo di sei mesi), poi continuamente ampliato fino a raggiungere l’attuale estensione di circa 4 chilometri quadrati, più esteso di tutto il territorio di Parete. Cosa c’è su quel sito? Ci sono dai 4 ai 6 milioni di balle che contengono qualsiasi tipo di rifiuti, e che producono ogni giorno cisterne intere di percolato, odori nauseabondi e gas nocivi. Tutto questo su un cantiere pubblico dove le norme di sicurezza sono praticamente inesistenti, ma dove la mano straordinariamente potente del commissario tutto pensa, tutto può, tutto fa, tranne che risolvere il problema. Disprezzo del diritto alla salute, calpestamento delle più banali regole democratiche e delle più semplici leggi sul rispetto e salvaguardia dell’ambiente e del territorio, impegni presi, sottoscritti, sistematicamente disattesi. La prima data di chiusura del sito era prevista per il 31 ottobre scorso, l’ordinanza di chiusura fatta dal sindaco di Giugliano agli inizi di novembre, neanche presa in considerazione da Pansa, la sentenza di chiusura del giudice Pepe dopo il ricorso all’ex articolo 700 sono solo esempi. La prossima data è il 20 dicembre, che dovrebbe sancire la chiusura definitiva del sito. “Noi non ci fidiamo – dichiara Tessitore – anche perché nel frattempo non si sono allestiti altri siti, e quindi se Taverna del Re sarà chiusa dal giorno dopo non si potrà più raccogliere neanche un sacchetto dalle strade. A nostro avviso, tuttavia, non è questo il problema principale, che invece è rappresentato dalla totale assenza di una seria programmazione del ciclo dei rifiuti. Per questo motivo partecipiamo col massimo impegno possibile alla protesta di TdR e siamo solidali con tutte le popolazioni che in questo periodo stanno insorgendo contro l’apertura di altri siti come a Carinola e Pignataro. Come si può infatti accettare sul proprio territorio tonnellate di rifiuti se non esiste un piano che successivamente non assicuri la bonifica e il recupero dello stesso? Come si possono consentire altri scempi ambientali se 15 anni di commissariamento ci hanno insegnato a non fidarci delle istituzioni? Semplicemente non si può. Cosa possono fare i cittadini? Portiamo su quel luogo impegno, sostegno e presenza fisica. Evitiamo – conclude il responsabile di Sd – che il lavoro e il sacrificio fatto dalle persone che da un mese e mezzo presiedono quel luogo di morte e ingiustizie non sia vanificato”.

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