Campania

Discarica, Pignataro prepara i ricorsi

Municipio di Pignataro MaggiorePIGNATARO MAGGIORE (Caserta).«Siamo persone decise e convinte della nobiltà della causa che combattiamo per la salvaguardia del nostro territorio agricolo, volàno dell’economia locale. Perciò, per quanto blindata possa essere la decisione del prefetto Pansa, non potrà mai travalicare la volontà popolare.

E poi, sempre più politici, rappresentati delle istituzioni provinciali e regionali sono dalla nostra parte. Il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Francesco Forgione, ci ha chiesto tutta la documentazione relativa a questi terreni confiscati alla camorra. Persino il vescovo di Teano ha manifestato tutta la sua solidarietà e ha chiesto d’incontrarci». Nelle parole di Raimondo Cuccaro, leader di opposizione consiliare a Pignataro e attivista antidiscarica, tutti gli elementi e le novità sul contestato progetto del cosiddetto «sversatoio Arianova», dal nome del lotto di terreno. La giornata di ieri, dopo le tensioni di lunedì, è scivolata via. Calma apparente: nessuna indicazione dal commissariato, nessuna indicazione neppure per eventuali siti alternativi. Ieri sera riunione tra i sei sindaci della zona accolti dal primo cittadino Giorgio Magliocca, esponenti dei comitati civici, allevatori. Oggi anche l’Udc ha annunciato che svolgerà a Pignataro il proprio comitato provinciale. Si parla anche di una grande manifestazione con il coinvolgimento di tutta la provincia. Bocche cucite, sui tempi e sul luogo prescelto da parte dei membri del comitato che presidia l’edificio che si staglia sui «Cento Moggi» e che alle 21.30 di ieri sera era ancora illuminato a giorno. Malgrado l’ora tarda nel perimetro dell’area sottratta alla camorra ci sono quasi mille cittadini e decine di amministratori pubblici che prima di tornare nei rispettivi comuni fanno il punto della situazione. Hanno dato mandato agli avvocati Luigi Adinolfi di Caserta e Gianfranco D’Angelo di Pignataro per adire le vie legali e presentare un’azione (ex articolo 700 del Cpc) per ottenere un provvedimento cautelare preventivo inibitorio, volto a impedire la discarica. Insomma, un provvedimento d’urgenza sul presupposto del pericolo e del danno alla salute pubblica dei cittadini e il danno idrogeologico che può verificarsi su tutto il territorio con l’inquinamento delle falde acquifere. Gli stessi avvocati presenteranno ricorso al Tar Campania per ottenere l’annullamento del decreto di occupazione d’urgenza e di immissione sulle aree indicate dal commissario di governo Pansa. Anche questa azione è sorretta da forti motivazioni: l’area prescelta, infatti, ha una destinazione a «riuso sociale» con una spesa già affrontata di circa un milione di euro, in parte stanziati per il recupero di una struttura nella quale già abita un ex ospite dell’ospedale psichiatrico di Aversa. Sempre nei programmi del comitato, una funzione religiosa da tenere direttamente sul sito a rischio discarica e officiata, sabato mattina, dal parroco di Pignataro Maggiore, don Pasqualino Del Vecchio.

da Il Mattino, mercoledì 05.12.07 (di Elio Zanni)

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