Aversa

Vigili urbani, appello al comandante e all”amministrazione

Vigili urbaniAVERSA. I vigili urbani: questi sconosciuti. Ad Aversa parlare male dei “pizzardoni” nostrani è un po’ come sparare sulla croce rossa. Su di loro il “crucifigge” di tutti, ma bisogna tener conto del fatto che sono effettivamente pochi rispetto ai compiti ed alle necessità di una città popolosa come la nostra.

Il fatto strano, però, è che anche quando sono presenti in strada, spesso non danno molto peso agli ingorghi che si verificano dietro l’angolo. Sarà pur vero che sono pochi, dovendo pensare al commercio, all”edilizia, all”attività di polizia giudiziaria e a quella legata alle contravvenzioni e ad altro ancora, ma è anche vero, ripetiamo, che quando sono in strada non danno tutta quell’efficienza di cui ci sarebbe bisogno. Mancano di un minimo di organizzazione. Basta andare di sabato mattina alla fiera settimanale per capire che non esiste un piano e che si collocano in posti dove ingorghi non si creano, mentre a poche decine di metri decine e decine di automobilisti spesso sono letteralmente sequestrati nelle proprie auto per lungo tempo. E a nulla servono le telefonate di protesta al centralino. Anzi chi si lamenta rischia anche di buscarsi una ramanzina. Al comandante Guarino vorremmo chiedere di farsi parte diligente affinché i suoi collaboratori, pur tenendo conto delle oggettive difficoltà in cui operano, siano più attivi e si facciano carico delle reali esigenze degli automobilisti spesso tartassati da improvvise chiusure di strada per lavori in corso, mal segnalate o segnalate solo quando si è imboccate arterie che non portano da nessun”altra parte se non davanti ad un cantiere. Spesso i cantieri si aprono senza che dall’assessorato ai lavori pubblici qualcuno avvisi i vigili! “Capita anche a noi – ha affermato il responsabile della Cgil aziendale Tirozzi – di trovarci di fronte ad una transenna con i lavori in corso…”. Agli amministratori, in primo luogo all’assessore Gino Della Valle, la preghiera di farsi anch’egli parte diligente per cercare, pur tra le ristrette maglie delle varie finanziarie, di rimpinguare l”organico o, almeno, di passare, se possibile, qualche settore meno nevralgico ai Lavoratori socialmente utili.

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