Aversa

La città soffoca nei rifiuti e Forza Italia pensa alle poltrone

Pasquale GiulianoNicola GoliaAVERSA. La città è invasa dai rifiuti e non risparmia nessuno, neanche le abitazioni, luogo prediletto di incontri politici dei mitici anni della Democrazia Cristiana.

Pian piano i cumuli di immondizia stanno occupando la famosa via Diaz, angolo via Corcioni, deturpando sensibilmente e limitando l’entrata ed uscita di due famosi luoghi di incontro politico: lo studio del coordinatore di Forza Italia Nicola Golia e la segreteria del consigliere regionale Giuseppe Sagliocco (“vicini vicini”). Corsi e ricorsi storici tanto da pensare che la situazione politica attuale non sia altro che uno specchio della situazione igienico-sanitaria. In altre parole, tanta monnezza. Ma veniamo ai fatti. Ieri sera, poco prima dell’incontro con i sindaci dei comuni azionisti del consorzio GeoEco, si è tenuto un importante direttivo in cui i rappresentanti di Forza Italia in consiglio hanno redatto un documento particolare. Si legge l‘intenzione dei nove (sette sono i consiglieri perché l’ottavo, Mario Tozzi, non avrebbe appoggiato il progetto, e due assessori) di concedere al sindaco Ciaramella unicamente l’appoggio esterno, cioè votare o non votare a seconda delle decisioni del gruppo, o “secondo coscienza” detto in maniera politically correct. Inoltre, chiara è la richiesta di azzerare la giunta contrariamente a quanto promesso da Ciaramella durante il suo discorso di insediamento. Ma la particolarità sta nel fatto che l’ormai famoso e ricercato trittico Golia-Giuliano-Sagliocco (in rigoroso ordine alfabetico) sembra abbia richiesto, o “intimato”, sempre per usare un termine politicamente corretto, al primo cittadino di riconfermare i due assessori di Fi Luciano Luciano e Isidoro Orabona. Come dire: noi ti votiamo quello che vogliamo, tu però mandi a casa i tuoi alleati e ti tieni i nostri. Ma dove sta l’utilità? Intanto, un mistero aleggia in città: colui che fino ad ora ha condotto le fila del partito maggioritario ad Aversa tace. Tace su tutto, sulla mondezza, sull’elezione del nuovo cda GeoEco, sul documento prodotto dal suo stesso partito. Silenzio stampa, o lavata di mani stile Ponzio Pilato direbbe qualche malalingua. I dubbi restano ed anche tanti, ma una cosa è certa: in città è rimasto ancora qualcosa da “spartirsi”, ancora un’ultima cosa sulla quale mettere le mani, ossia i cumuli di immondizia. Speriamo che facciamo presto, non ce la facciamo più.

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