Aversa

Il dramma dei precari Asl, Verazzo scrive alla Ruggiero

Angela RuggieroAVERSA. Riceviamo e pubblichiamo una missiva indirizzata alla direttrice generale dell’Asl Ce2, Angela Ruggiero, a firma di Carmine Verazzo, operatore sociale e membro dei Giovani Comunisti del circolo Rc di Aversa.

Signora direttrice,

mi trovo a scriverle facendomi portavoce della problematica che affligge diverse centinaia di operatori sociali dipendenti di Cooperative di Servizi Sociali e Sanitari che fanno capo all’Asl Ce 2. Sono latore dell’appello disperato di una categoria di lavoratori bistrattati dalla stato di assoluta precarietà in cui versano, umiliati dal perdurare di una situazione di abbandono che li costringe a vivere in uno stato di perenne emergenza.

Le scrivo a nome di onesti lavoratori che ogni giorno si recano sul posto di lavoro, svolgendo coscienziosamente le proprie mansioni, assistendo con cura delle persone diversamente abili, in molti casi portatrici di gravi handicap che ne rendono indispensabile un’assistenza continuativa, 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, per ogni anno della loro vita. Lei, nel ruolo che ricopre, dovrebbe conoscere meglio di chiunque altro l’importanza vitale dell’opera degli operatori sociali. Eppure, per quanto indispensabile sia il servizio da loro puntualmente erogato, questi fondamentali tasselli della società, sono lo specchio che riflette la situazione di disagio in cui versa il settore terziario. Nell’imminenza delle festività natalizie, gli operatori sono ancora una volta ridotti sul lastrico.

Ancora un Natale amaro, l’ennesimo, per le famiglie che dipendono dalle Cooperative dell’Agro Aversano, ancora in attesa di stipendi, che ormai hanno raggiunto ritardi con cadenza semestrale. Anche quest’anno gli operatori sociali non potranno festeggiare, perché troppo impegnati a cercare di tirare avanti, ad indebitarsi per onorare tutte quelle scadenze, che mensilmente, giungono puntuali. Perché se non paghi luce e gas il servizio non ti verrà più erogato, se non paghi l’affitto vieni sfrattato, e non puoi addurre come scusa il non aver ricevuto lo stipendio: questo ai creditori non interessa. Pretesto che invece le Cooperative espongono nei riguardi dei propri dipendenti davanti alle loro sacrosante richieste di retribuzione.

Le Cooperative riparano dietro l’Asl CE 2, affermando che le cause dei mancati pagamenti sono da attribuire esclusivamente all’Azienda da lei diretta. Pertanto, ritengo che lei debba annoverare queste diverse centinaia di operatori “Suoi” dipendenti, e fare loro un pubblico ringraziamento, oltre che riconoscerne i meriti, per il forte senso di responsabilità dimostrato, in quanto hanno finora evitato di perseguire la strada dello sciopero, al fine di non creare un disagio alle persone che necessitano della loro assistenza, perché in possesso di una innata sensibilità e di un innegabile senso della giustizia che gli fa onore.

A questo punto, si assuma le sue responsabilità, prenda in serio esame il problema che le è stato posto senza presunzione, ma con grande cognizione di causa, perché qui si stanno calpestando i diritti dei lavoratori: diritto a poter vivere con una dignità lavorativa; diritto di percepire regolari stipendi, al pari di tutte le altre categorie dei lavoratori; diritto a non dover ricorrere all’umiliante prassi dell’indebitamento a cui oggi sono soggetti.

È inaccettabile che questo dramma continui a perpetrarsi. Lei signora direttrice, ha il dovere di intervenire in modo risolutivo: se necessario, venga incontro alle esigenze delle Cooperative, faccia in modo e si assicuri che le stesse versino ai propri dipendenti quanto è loro dovuto per il prezioso contributo che essi apportano alla società col loro operato. Gli operatori sociali non possono più attendere, hanno già attinto a tutte le loro riserve, ora è giusto che siano liberi non di chiedere, ma di pretendere da lei una risposta.

Signora direttrice, niente più promesse, da lei ora ci si aspetta solo fatti.

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