Sant’Arpino

Capasso: “Pochezza politica nella maggioranza”

Ernesto CapassoSANT’ARPINO. “Ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, Savoia e la sua maggioranza hanno dimostrato la pochezza politica che ne caratterizza l’operato anche nel corso dell’ultimo civico consesso di giovedì scorso”.

Così esordisce l’ex vicesindaco, ed attuale componente del gruppo “Uniti per l’Alternativa”, Ernesto Capasso, che prima di sviscerare gli argomenti politici precisa di “essere rimasto letteralmente sconcertato dalla presa di posizione di Savoia e della maggioranza, che aveva proposto il minuto di silenzio in suo onore, dinanzi alla condivisibile proposta del capogruppo di “Uniti per l’Alternativa”, Domenico D’Antonio di intitolare la sala consiliare al compianto Giovanni Pezzella. Senza voler strumentalizzare l’indimenticabile figura dell’ex Presidente della ProLoco, nonché ex amministratore, trovo assurdo che il sindaco abbia preso tempo dichiarando di voler istituire una commissione consiliare per decidere a chi intitolare tale sala. Tutto questo è semplicemente vergognoso vista la grandissima testimonianza data ai funerali del Pezzella da tutti i Giovanni Pezzellarappresentanti del mondo politico, dell’associazionismo e soprattutto dalla cittadinanza. Passando agli argomenti all’odg non posso esimermi dal rimarcare la totale confusione politica ed amministrativa che regna nella maggioranza che ormai approva provvedimenti privi di qualsiasi logica, e che puntualmente si vede costretta a ritornare sui suoi passi. Procedendo con ordine trovo del tutto scandalosa l’adesione del Comune di Sant’Arpino alla società SIC 1 srl, per quanto riguarda i sistemi informatici. Ora, come già denunciato nei mesi addietro, i nostri amministratori hanno aderito ad una società a totale capitale pubblico costituita dal Comune di Chiaravalle e da altri comuni viciniori in Provincia di Ancona. La scelta di aderire ad un progetto realizzato nelle Marche mi lascia stupefatto anche perché si sceglie di non puntare sulle risorse umane e sulle potenzialità locali, ma altro non si fa che appoggiarsi a quanto pensato e voluto da altre parti d’Italia. Sarebbe stato più opportuno dare vita ad un progetto sinergico nell’ambito dell’Unione dei Comuni Atellani (che conta una popolazione di quasi 50mila abitanti), magari rivolgendosi a qualcuno dei grandi operatori presenti in Italia, In realtà siamo di fronte ad un’operazione estemporanea che non avrà alcun tipo di beneficio per la collettività che non vedrà migliorare certamente la qualità dei servizi offerti. Ma l’apice dell’illogicità si è toccato con l’approvazione delle modifiche allo Statuto della MultiServices Eco Atellana. Non si era mai vista un’amministrazione comunale costretta a tornare sui suoi passi perché il notaio che aveva redatto l’atto costitutivo si un ente si era accorto di tutta una serie di elementi controversi. La cosa che lascia ancora più perplessi è il fatto che queste gravi carenze erano state a più riprese evidenziate dal sottoscritto e da tutti i componenti dell’opposizione,a cominciare da quanti siedono nel civico consesso, oltre che da un autorevole esponente della stessa maggioranza, l’ex sindaco Giuseppe Dell’Aversana, nei quali si era rimarcato come mancasse un controllo serio essendo lo stesso Sindaco il controllore ed il controllato. Ma tutto impettito nella sua arroganza Savoia aveva fatto orecchie da mercanti, salvo poi pentirsene amaramente ritornando indietro e facendo una figura a dir poco meschina. Il nodo centrale è che a questa giunta manca da sempre una visione politica, così come appare chiaramente dagli interventi dello stesso sindaco che si limita a dare spiegazioni pseudo-tecniche, parlando sempre come se fosse chissà quale mente eccelsa. In realtà non fa altro che arrampicarsi sugli specchi senza arrivare mai al nocciolo della questione. I suoi consiglieri ed assessori, invece, non parlano proprio più delegando a fare ciò il solo sindaco. Sanno fare esclusivamente la parte delle belle statuine. E’ compito di chi come noi ha realmente a cuore le sorti della nostra comunità rimboccarsi le maniche per voltare una volta e per tutte pagina”.

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