Sant’Arpino

Capasso: “Garantire autonomia dei Pensionati”

Giuseppe SavoiaSANT’ARPINO. Si è tenuta domenica scorsa un’importante assemblea degli iscritti dell’associazione Pensionati alla presenza del sindaco Giuseppe Savoia e dell’assessore Di Monte nel corso della quale si è discusso dove ospitare uno dei più accreditati sodalizi cittadini.

E su questo spinoso argomento interviene uno dei simpatizzanti dell’associazione, l’ex vicesindaco Ernesto Capasso, che rimarca: “L’importanza di un gruppo che può contare all’incirca su 250 iscritti, e che svolge da sempre una funzione strategica Ernesto Capassoper l’intera nostra collettività: quella di fungere da collante fra le diverse generazioni in particolar modo per i giovani, oltre che di costituire la memoria “storica” di Sant’Arpino. Da tempo i pensionati sono alla ricerca di locali più adeguati di quelli attuali dove poter svolgere le proprie innumerevoli iniziative. A fronte di questa precisa ed impellente esigenza i pensionati si sono trovati innanzi all’ennesima proposta senza senso da parte del sindaco che ha paventato la possibilità di “trasferire” l’associazione, insieme ad altri sodalizi, in un locale sito nuova casa comunale di via Mormile. Ora come tutti potranno comprendere ci troviamo dinnanzi ad un vero e proprio nonsenso perché in primis si andrebbe a spezzare in due un’associazione tanto unita e propositiva e poi si allontanerebbero dal centro storico proprio coloro che da più tempo si stanno rimboccando le maniche per dare nuova linfa e vita a questa parte del paese troppo spesso abbandonata al proprio destino. Altra idea del tutto campata in aria è quella di arrivare ad una fusione fra l’Associazione Pensionati e quella dei Combattenti e Reduci. Un’ipotesi manco a dirlo venuta fuori dalla mente del Savoia, frutto del suo delirio di onnipotenza. Davvero mi sfugge come si possa solamente pensare di fondere due esperienze tanto importanti ed al tempo stesso che svolgono funzioni totalmente differenti. Mentre come detto l’Associazione Pensionati ha la sua finalità principe nel favorire la crescita del contesto socio- territoriale, partendo dalla valorizzazione delle esperienze di quei santarpinesi che già molto hanno dato alla propria comunità e che ancora tanto intendono dare, l’Associazione Combattenti e Reduci trova la sua ragion d’esistere nell’essere una testimonianza concreta di quei valori che hanno portato milioni di italiani, fra cui tanti personaggi di spicco di Sant’Arpino, a battersi, a rischiare a perdere la propria vita per le idee di democrazia, uguaglianza, fratellanza e solidarietà Come si può constatare ci troviamo innanzi a due esperienze entrambe nobili e dall’altissima valenza sociale e culturale, ma che non possono certamente fondersi perché verrebbero tutte e due irrimediabilmente sminuite. Credo che se si vuole realmente favorire il potenziamento e la crescita delle 2 associazioni esse devono per forza di cosa rimanere nel cuore del paese, in locali sicuramente più adeguati per sodalizi con così tanti iscritti. Se si vuole il bene dei nostri pensionati la politica tutta e l’Amministrazione Comunale in particolare deve rimanere fuori dalle vicende interne. Lo so che questo può rimanere solo un mero auspicio considerata l’onnipresenza del Savoia che anche in questo caso non sta esitando a metter bocca su tutto. Penso che un’amministrazione seria debba lavorare esclusivamente per dotare degli strumenti idonei le associazioni, dando loro tutte le opportunità per svolgere nella maniera più adeguata i compiti che esse si sono prefisse in completa autonomia. E se l’ingombranza del Savoia da un lato mi spaventa dall’altro rimango sereno perché conosco molto bene l’intelligenza e l’alto spessore morale di quanti si impegnano nelle diverse associazioni che mai e poi mai si presteranno a qualsivoglia strumentalizzazione. E proprio partendo da tali convinzioni che ho voluto dare il mio contributo, sperando che questo sia recepito in maniera benevola. Oggi più che mai c’è bisogno di tutte le voci per far ritornare ad essere Sant’Arpino quella palestra democratica che fino a pochi anni fa costituiva un vero e proprio modello per l’intera provincia di Caserta e che dopo 5 anni di guida Savoia rischia di essere seriamente compromessa”.

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