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Omicidio Perugia, il giallo si infittisce

Meredith KercherPERUGIA. Nell’attesa che lunedì ricominci l’esame in laboratorio dei reperti recuperati nell’abitazione di Meredith Kercher, impronte digitali e tracce biologiche, dal carcere di Capanne i tre fermati per l’omicidio della studentessa inglese si dichiarano innocenti.

I fidanzati Amanda Knox e Raffaele Sollecito lo fanno attraverso i loro genitori. “Amanda è innocente”, dice Edda Mellow, madre della studentessa americana, che resterà a Perugia per alcuni giorni assieme al marito. La figlia starebbe scrivendo un diario della sua prigionia, come ipotizzato dal cappellano della sezione femminile del carcere di Perugia, don Saulo Scarabattoli.

Patrick Lumumba Diya durante l'arrestoSulle contraddizioni emerse durante gli interrogatori da parte della giovane americana si esprime il suo avvocato, Luciano Ghirba: “Alla madre ha detto che è vera la prima versione fornita agli inquirenti. Ritiene di aver sbagliato e spera di poterlo dimostrare”. Amanda prima ha detto di non essere stata presente la notte del delitto. Poi, in un secondo momento, ha detto di essersi recata quella sera nella casa dell’omicidio assieme al musicista Patrick Lumumba Diya, con il quale Meredith si sarebbe poi appartata. Lei, nel frattempo, sarebbe rimasta fuori la porta della camera, tappandosi le orecchie dopo averla sentita urlare.

Dura la reazione dei legali di Lumumba: Le dichiarazioni della coindagata Amanda sono riferite a persona assolutamente mentitrice, lo stesso pm ha definito ‘spregiudicata nel mentire agli inquirenti’”. Anche la compagna del congolese, Alessandra Baeta Cania, di origine polacca, si dice convinta dell’innocenza di Patrick.

Tuttavia, è incerto l’alibi fornito da Lumumba che ha fornito degli scontrini fiscali del suo pub “Le Chic” (sequestrato dalla squadra mobile) per dimostrare che era altrove, ma gli orari segnati sulle ricevute non escludono che poco prima fosse da Meredith. Il primo scontrino, infatti, è stato emesso alle 22.29 ma nessun testimone conferma che Patrick fosse nel locale tra le 17 (ora in cui ha dichiarato di aver aperto) e tale orario. Addirittura, nell’ordinanza del gip è scritto che uno dei clienti abituali ha riferito che quella sera il locale era chiuso. Anche Usi, amico senegalese di Patrick, dice di essere stato quella sera nel pub ma di non ricordare l’ora esatta. Lo stesso Usi, però, durante la trasmissione Matrix ha riferito che nel locale non c’era nessuno, tranne un uomo che stava discutendo con Lumumba di “politica del Congo”. Quell’uomo è un professore svizzero che è stato rintracciato a Zurigo ed avrebbe confermato di aver parlato con il congolese la sera del delitto.

Amanda KnoxRaffaele SollecitoPer quanto riguarda Raffaele Sollecito, il cui coltello da tasca, secondo gli inquirenti, sarebbe compatibile con l’arma del delitto, parla il padre Francesco, che si dichiara sconcertato dal comportamento di Amanda e che forse sta rivedendo le sue impressioni sulla ragazza. “L’ho visto tranquillo e sicuro della sua assoluta estraneità al fatto”. La difesa del ragazzo ha chiesto alla Procura esami tecnici sul computer e la linea telefonica ad esso collegata, per dimostrare che lui era nella sua abitazione all’ora del delitto e non in quella di Meredith, nonché altri esami sul coltello e le scarpe sequestrategli dalla polizia, per dimostrare che non è stata quella l’arma che ha ucciso la studentessa e che l’impronta plantare trovata sul cadavere non è sua.

C’è poi l’inquietante sms ricevuto da un commesso romano lo scorso 31 ottobre, ossia il giorno prima dell’omicidio. “Per me domani o domani sera Meredit (senza la h, ndr) muore”. Questo il testo del messaggio. Lo ha rivelato Studio Aperto. Il commesso subito ha pensato ad uno scherzo e lo ha cancellato, anche perché non conosceva il mittente. Poi, dopo aver visto il caso in televisione, il 4 novembre si è presentato ai carabinieri.

Intanto, la salma di Meredith è stata trasferita in Inghilterra dove ad attenderla c’erano i genitori e la sorella, rientrati dall’Italia dopo una breve visita a Perugia.

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