Italia

Meredith, si aggravano le posizioni di Amanda e Raffaele

Amanda Knox e Raffaele SollecitoPERUGIA. Aumentano gli elementi di accusa nei confronti di Amanda Knox e di Raffaele Sollecito. Lo riferisce il pm Giuliano Mignini, titolare delle indagini sul delitto di Meredith Kercher.

In particolare, si aggrava la situazione della studentessa americana e coinquilina di Meredith, Amanda Knox. Sua una macchia di sangue ritrovata nel bagno attiguo alla stanza dell’omicidio. Nella memoria depositata oggi al tribunale del Riesame, – che il prossimo 30 novembre dovrà pronunciarsi in merito al ricorso presentato dai legali di Knox, Sollecito e Patrick Lumumba (scarcerato ma ancora indagato) – si legge: “Un elemento costituente sicuramente grave indizio a carico di Amanda, in merito alla sua presenza sulla scena del delitto, la notte tra l’1 e il 2 novembre, è rappresentato dalla macchia di sangue ritrovata, in modo molto visibile, sul rubinetto del lavandino del bagno attiguo alla stanza del delitto”. Quella macchia che “potrebbe essere stata lasciata a seguito di una epitassi (perdita di sangue dal naso) della stessa Knox”. E inoltre: “La visibilità della macchia è tale da escludere che la stessa possa essere stata lasciata nei giorni precedenti al delitto, in quanto sarebbe stata sicuramente lavata”. Lo stesso pm avanza l’ipotesi che la scena del crimine sia stata ripulita, poiché nella casa di via della Pergola 7 è stata ritrovata una sola impronta di Amanda, nonostante che in quella stessa casa lei ci viveva. “E’ quindi evidente – scrive il magistrato – che dopo il delitto si è cercato di togliere quanto più si poteva inscenando anche un furto, non credibile in quanto sulla porta d’ingresso non sono state trovate tracce di effrazione e il vetro rotto rinvenuto risulta essere stato rotto probabilmente dall’interno”. Come dicevamo, si aggrava anche la posizione dello studente pugliese ed ormai ex fidanzato di Amanda, Raffaele Sollecito. “Le progressioni investigative, relative all’omicidio di Meredith Kercher, hanno permesso di confermare, con riferimento agli indagati Sollecito e Knox, i preliminari e gravi indizi di colpevolezza posti alla base del provvedimento di fermo emesso da questo pubblico ministero in data sei novembre, successivamente convalidato dal gip l’8 novembre”, si legge nella memoria del pm Mignini, per il quale i due “hanno reso dichiarazioni palesemente false, hanno fornito un coacervo impressionante di contraddizioni e di assurdità, nel tentativo di dare una spiegazione dei fatti che li potesse scagionare”.

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