Italia

Caro Berlusconi, bisogna cambiare la legge elettorale

Silvio BerlusconiOgnuno può avere i suoi difetti, anche Berlusconi li avrà, nonostante nella sua vita abbia costruito tante cose importanti e vincenti. Però, ultimamente sta spingendo il pedale dell’acceleratore commettendo molti errori, anzi, non becca nessuna previsione.

Ultima quella sulla spallata al governo Prodi. La legge finanziaria è passata e il governo è ancora al suo posto, ora si punta sul dissenso di Dini per far cadere il governo.

Caro presidente anche questo non ci sarà, basta che il governo da un ruolo di rilievo a Lamberto Dini e tutto finisce lì. Purtroppo la politica è così: si gira sempre intorno al mantenimento della poltrona ed avere massima visibilità per mantenere alta l’immagine. Il resto, e non me ne voglia, per tutti, centrodestra e centrosinistra, i problemi della gente passano in secondo piano. Mi dispiace dirlo, anche il governo di centrodestra in cinque anni ha prodotto ben poco per il paese.

Oggi lei chiama i suoi per raccogliere firme per mandare a casa Prodi, oggettivamente non credo che produca grandi risultati, se non quello di attirare un po’ di mas media intorno all’iniziativa. I problemi restano, il primo è quello di cambiare la legge elettorale, una legge voluta caparbiamente da lei, ma ha prodotto un governo che non riesce a governare. Anche se c’era il centrodestra la cosa non cambiava di molto, anche nel suo governo ci sarebbe stato chi avrebbe detto sempre di No. Con questa legge i problemi ci sono e ci saranno sempre, qualsiasi esso sia il governo che vada a palazzo madama. Bisogna cambiare la legge elettorale, anche perché questa legge toglie la libertà al cittadino italiano, non gli lascia esprimere democraticamente chi mandare a gestire le proprie sorti.

Proprio lei che sbandiera la democrazia ed è per un paese liberale, mette in campo una legge elettorale che toglie entrambi le cose in un colpo solo. Mi meravigliai allora, mi meraviglio oggi che vuole andare a votare con la stessa legge. Oltretutto ho letto da qualche parte che lei diceva che avrebbe fatto piacere a tutti i partiti decidere chi mandare in parlamento. Ebbene questa suo commento mi ha lasciato perplesso, in un paese liberale devono essere i cittadini ad avere il piacere di scegliere no i politici che sono i nostri dipendenti. Forse gli è sfuggito un particolare, è il popolo che è sovrano su tutto, la politica e i politici stanno al servizio del popolo.

Non sono all’altezza di darle consigli, ma le suggerisco di cambiare tattica, cominciando, in primis, a far diventare Forza Italia un partito vero e proprio, dopodichè scelga la strada del confronto per cambiare la sua legge elettorale, regalando al paese la libertà democratica di potersi scegliere il candidato che preferisce. Il paese ha bisogno di governi stabili, altrimenti rischia la bancarotta come l’Argentina. Come diceva lei un tempo: non è pensabile che un partito provinciale oppure ad personam, sia capace di condizionare la vita di un governo intero, oltretutto demolendo le scelte di milioni di elettori. Parti da questa considerazione, che condivido in pieno, facendo in modo che i piccoli partiti scompaiano e, in questo paese ci siano governi forti che sappiano fare delle scelte coerenti per il bene della nazione.

Soltanto così si riapre un rapporto con l’elettorato che non crede più nei politici. Le assicuro, nonostante la mia scarsa dimestichezza politica, che Fi salirebbe anche al 33% perché saprà fare un passo indietro, dimostrando di avere a cuore le necessità della gente. Dico questo perché se non c’era la legge elettorale fatta dal centrodestra, molti dei parlamentari che siedono nei banchi del parlamento a quest’ora starebbero a lavorare. La gente non lì avrebbe votati, invece, con quel sistema elettorale si sono garantiti la poltrona per altri cinque anni. Questo è un grosso danno per un popolo che ha il grande bisogno di cambiare la classe politica.

Quella legge va cambiata senza ripensamenti, bisogna permettere al paese di avere un cambio generazionale dei politici perché abbiamo il parlamento più vecchio d’Europa, purtroppo l’attuale legge non lo permette.

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