Italia

Brasile, italiano reagisce a rapina e viene ucciso da bus

Il luogo della tragediaRIO DE JANEIRO (Brasile). Un giovane italiano Giorgio Morassi, di 29anni, è rimasto ucciso a Ipanema, sul lungomare di Rio de Janeiro. Il turista era seduto in un bar della spiaggia con la madre e il padre. Improvvisamente un uomo in bicicletta ha strappato la catenina d”oro che il padre del ragazzo aveva al collo.

Il giovane si è messo ad inseguirlo e si è lanciato contro lo scippatore, sono finiti entrambi a terra. Sfortunatamente, un autobus, che sopraggiungeva ad alta velocità, lo ha preso in pieno uccidendolo sul colpo. Il ladro e” fuggito senza lasciare tracce. Giorgio si trovava con i suoi in Brasile per festeggiare il matrimonio del fratello. I genitori hanno avuto una crisi nervosa e sono stati trasportati in ospedale.

Continuano a finire nel sangue i tentativi di rapina a danno di italiani in Sudamerica. Lo scorso 10 novembre, un imprenditore italiano, Aldo Giuseppe Ricotto, di 58 anni, è stato ucciso a Caracas, in Venezuela. Direttore vendite di un’azienda olandese di prodotti elettronici, era a bordo della sua auto, nel quartiere di Las Acacias, quando si affiancava un’altra vettura con due uomini a bordo, che gli sparavano. L’italiano usciva di strada andandosi a schiantare contro un palazzo. Moriva poco dopo il trasporto in ospedale. Si sarebbe trattato, appunto, secondo la polizia venezuelana, di un tentativo di rapina. L’uomo aveva accompagnato a casa un’amica, gli si erano avvicinati i due per derubarlo, lui però reagiva e i maviventi aprivano il fuoco. Ricotto è stato il terzo italiano ucciso a Caracas nel giro di pochi mesi. Lo scorso 2 ottobre, proprio nel quartiere Las Acacias, fu ucciso il chirurgo Angelo Ruggero, di 51 anni, da un uomo che si era spacciato per un suo paziente. Ancor prima, il 3 maggio, durante un tentativo di rapina un colpo di pistola freddava Carlo Zaccanti, 63enne imprenditore bolognese, mentre era in macchina. Ma in Venezuela gli italiani finiscono anche nel mirino dei sequestri. Ad aprile, Vicente Scionti, imprenditore, veniva rapito e liberato dopo pochi giorni da una banda armata. Nel novembre 2006, la moglie di un imprenditore, l’italo-venezuelana Nathaly Gotera, veniva sequestrata assieme ai due figli di 9 e 12 anni a San Cristobal e liberata due settimane dopo con un blitz della Polizia. Nel 2005 Anita Capuozzo, originaria di Pomigliano d’Arco (Napoli) fu rapita e riuscì a fuggire solo dopo un anno, nel settembre 2006. E poi l’imprenditore siciliano Filippo Sindoni, sequestrato e poi ucciso a colpi di pistola dagli stessi rapitori. Dal 2000 sono circa 80 i sequestri di persona verificatisi a danno di cittadini italiani o di origine italiana in Venezuela, di cui 58 tra il 2003 e il 2006. In questo stesso periodo cinque nostri connazionali sono stati uccisi.

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