Italia

Berlusconi lancia il nuovo partito, ma gli alleati rifiutano

Silvio Berlusconi e Gianfranco FiniForte dei 7 milioni di italiani che, come asserisce Forza Italia, hanno firmato sabato e domenica per mandare a casa il governo Prodi, Silvio Berlusconi rilancia l’idea del nuovo partito unico: “Il partito del popolo delle libertà, il partito del popolo italiano”.

Un soggetto in cui confluirà Forza Italia e per il quale partiranno le adesioni già dalla prossima settimana. La domanda che ora tutti si pongono è: chi altri faranno parte del nuovo partito? Forza Italia e…non si sa. Infatti, nel centrodestra, An, Udc e Lega non vogliono nemmeno sentir parlare di “partito del popolo”. Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini dicono basta alla “propaganda” contro Prodi e al refrain del Cavaliere “subito alle urne”, puntano alla riforma elettorale e vogliono l’ex premier seduto al tavolo della nuova legge elettorale assieme al centrosinistra. Ipotesi che Berlusconi potrebbe anche accettare ma a patto che l’Unione tratti con lui, come ha lasciato intendere ieri da Piazza San Babila a Milano, durante la visita al gazebo, dove non ha fatto sconti agli alleati: “Fini e Casini stanno oscurando sui media i nostri banchetti contro Prodi. E’ un espediente che conosco bene, si può dire che l’ho inventato. Solo che io lo metto in pratica contro gli avversari, loro invece lo fanno contro di me, contro l’alleanza. Possono parlare sui giornali, andare in televisione. Ma non accetto di farmi oscurare”. Insomma, la tensione è alta, come si era già notato nei giorni scorsi quando il vicecoordinatore di Fi, Fabrizio Cicchitto, era stato fischiato dagli alleanzini ad Assisi. Berlusconi oggi si ritrova isolato, può contare esclusivamente sull’appoggio di alcuni “satelliti” del centrodestra, come la Dc di Rotondi e La Destra di Storace (anche se non ancora ufficialmente). Ed a proposito di Storace, molti in An, in primis l’ex ministro Gasparri, non gli hanno perdonato di aver partecipato alla costituente del nuovo partito.

Intanto, dal centrosinistra, che in quanto a compattezza non sta di certo meglio e tira a campare, qualcuno ironizza: “La cosa interessante è che un tempo era forse il centrosinistra che inseguiva il centrodestra nelle modalità di comunicazione. Ora invece noi facciamo i gazebo e Berlusconi fa i gazebo, noi facciamo un partito nuovo e Berlusconi pure… fermiamoci qui, però”, dice il segretario del Pd Walter Veltroni.

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