Caserta

Il Vescovo Nogaro presenta il parroco di Sant”Augusto

Don Giuseppe Di BernardoCASERTA. Con una messa solenne, celebrata dal Vescovo Raffaele Nogaro, è stato incardinato nelle chiesa di Sant’Augusto il nuovo parroco don Giuseppe Di Bernardo.

Alla celebrazione del rito hanno partecipato don Pietro De Felice, parroco di Casertavecchia, e Don Giorgio Quici, parroco della parrocchia di Maria Santissima del Carmine e San Giovanni Bosco. Folta la rappresentazione di altri sacerdoti e diaconi, tra cui don Stefano Giaquinto, don Pierino Pepe, don Sergio Ursomando, don Nicola Zampella e don Luigi Capasso. La celebrazione è stata l’occasione per presentare il nuovo parroco alla comunità, tutta ancora da costruire, visto che la chiesa ricade in un quartiere di recente formazione. All’omelia il Vescovo ha affrontato i temi ed il ruolo che la Chiesa deve assolvere nel mondo contemporaneo. Una posizione, quella di Nogaro, fortemente critica nei confronti della Cei che, a suo avviso, “ha l’atteggiamento del contro”. “Io mi domando: – si è chiesto il Vescovo – Cristo si sarebbe comportato così ? La Chiesa è Il Vescovo Nogaro e Don Giuseppe madre e deve andare incontro alla pecorella smarrita. Invece abbiamo fatto il Family day che non condivido”. Ha poi preso a modello il pensiero di Paolo VI che si è trovato nella difficile transazione del ‘68 in cui, oltre alla contestazione, si erano messe in discussione la morale e la teologia della Chiesa. “Ebbene in quell’occasione anche Paolo VI si dimostrò rigoroso. – ha detto Nogaro – Mai poi si corresse nella convinzione di aver esagerato. Il compito della Chiesa non è quello di mettere le misure alla morale, ma di aiutare le persone che sono in difficoltà”. Inoltre, ha citato l’altro papa Giovanni XXIII che vedeva una Chiesa perfettamente sintonizzata con il messaggio di Cristo ed auspicava una società senza classi e divisioni. Nessun passaggio sulla dittatura del relativismo e la Chiesa di Benedetto XVI. Una posizione che, secondo il filosofo Emanale Severino, è una Chiesa che va ammirata “perché attraverso le parole di Ratzinger, mostra la propria capacità di capire il carattere decisivo della filosofia nella storia dell’uomo. Dopo la fine dell’Urss, con le ovvie differenze di impostazione, la Chiesa è rimasta l’unica istituzione planetaria a valorizzare questo carattere”.

La nuova chiesa è stata dedicata a Sant’Augusto (439-477?), secondo la tradizione primo Vescovo della Diocesi di Caserta, era stato il sogno del Vescovo Bartolomeo Mangino. Un documento datato 1 novembre 1974, a firma del vescovo Vito Roberti, finalmente ne registrava la costituzione. A realizzarla faceva seguito il decreto del Vescovo Raffaele Nogaro, datato 1 settembre 1998, giorno della festività liturgica di Sant’Augusto, che nominava parroco dell’erigenda chiesa di Sant’Augusto l’indimenticabile don Peppino Errico.

i fedeli durante il ritoDon Giuseppe Di Bernardo, 27 anni, è originario della Parrocchia di Santacroce in Casagiove, la ridente cittadina a ridosso della Reggia Borbonica, dove tuttora vivono i genitori Concetta e Antonio. Ordinato sacerdote il 14 aprile 2005, don Giuseppe, che attualmente sta conseguendo il dottorato a Roma presso la Pontificia Università Lateranense, ha già al suo attivo altre esperienze parrocchiali, quali quella di vice-parroco a Briano, a Sant’Antonio e al Buon Pastore, oltre agli impegni in Curia nell’ambito giuridico. Nel prender la parola il giovane parroco Don Giuseppe ha voluto ringraziare il vescovo per la fiducia accordatagli ed ha chiesto ai parrocchiani di stargli vicino nelle sua missione che parte da zero, ma che risente dell’opera del compianto don Peppino Errico. “Il vescovo vuole che la comunità si formi e cresca intono alla chiesa. – ha detto il parroco – Sono convinto che lo farete, ma se non siete voi a venire in chiesa, sarò io a venire nelle vostre case. A coloro che possono mettere un po’ di tempo a disposizione dico: venite che la vostra opera avrà un riconoscimenti ed insieme la comunità avrà fondamenta e valori. Non ultima la costruzione della chiesa definitiva che si può dire inizia proprio da stasera”.

Una chiesa intestata a Sant’Augusto per la città di Caserta ha un significato particolare. Oltre ad essere il primo suo pastore, ricorda il doloroso esodo dell’emigrazione, che ciclicamente interessa le nostre terre. Era un fuggiasco venuto dall’Africa, perseguitato da Genserico, che lo aveva affidato al mare su una piccola imbarcazione senza vele e senza remi, come si apprende dalle poche notizie che ci sono pervenute. Con lui erano altri padri confessori, Tammaro, Rosici, Eraclito, Adiutore, Marco, Elpidio, Canone, Vindonio, Castro e Secondino. La Provvidenza spinse quel legno sulle rive della Campania, dove i fuggiaschi presero a percorrere la via Appia. Lungo di essa, non distante dall’opulenta Capua e precisamente a Calatia, popolata da mercanti e contadini, si fermò il pellegrino Augusto. Con lui sembra ripetersi la vicenda dei tanti fuggiaschi di oggi che, affidati a vecchie imbarcazioni e a mercanti di uomini, partono dall’est europeo per approdare ai nostri lidi.

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