Campania

Sequestrate cinque telecamere nelle case dei boss

carabinieriCASAL DI PRINCIPE (Caserta). Blitz nella case dei latitanti. I carabinieri di Casal di Principe sferrano l’attacco nei confronti del boss del territorio. Nella tarda serata di mercoledì sono state effettuate una serie di perquisizioni a Casal di Principe e San Cipriano d’Aversa.

I due comuni, residenza dei cinque boss latitanti Nicola Panaro, Antonio Iovine, Emilio Di Caterino, Raffaele Diana e Marino Caterino, sono stati messi a ferro e fuoco dagli uomini del nucleo operativo e radiomobile di Casal di Principe, sotto la direzione del capitano Pannone e del tenente Sacco. Controllati vari appartamenti. I carabinieri hanno preso di mira non solo le case dei latitanti ma anche quelle di persone ritenute contigue o comunque vicine ai boss. Quattro di queste persone sono state, poi, deferite all’autorità giudiziaria per il reato di favoreggiamento personale, aggravato ai sensi della normativa antimafia. Nella giornata sono stati sequestrati cinque telecamere miniaturizzate ed accuratamente occultate all’interno di contenitori in plastica facilmente mimetizzabili, 5 monitor ad alta definizione per la remotizzazione delle immagini e vari alimentatori per video-camera ed amplificatori di segnale a banda larga, per un valore economico di circa 2500 euro. I dispositivi di sorveglianza erano installati, in modo da non essere evidenti, davanti a molti degli appartamenti controllati. Incastrati nella mura di cinta delle abitazioni, sono stati accuratamente individuati e poi divelti dai militari. All’interno degli stessi appartamenti, poi, sono stati rinvenuti i monitor, presenti in varie stanze. Attraverso i televisori gli inquilini tenevano sotto controllo i movimenti che avvenivano davanti alla loro proprietà. Tutti quelli che volevano entrare o che solo sostavano davanti casa erano evidentemente schedati e segnalati. L’occhio esterno rendeva possibile vedere ciò che con i propri occhi non si poteva e permetteva agli stessi di organizzarsi in caso di visite indesiderate e di preparare, qualora fosse necessario, una fuga. Un controllo sul territorio che intralciava il lavoro delle forze dell’ordine che, evidentemente, sono sulle tracce dei latitanti e non possono permettere che questi si organizzino per sfuggire alla giustizia.

dal Corriere di Caserta, venerdì 16.11.07 (di Luisa Conte)

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