Campania

Capua, l’onorevole Romano interviene sul Palasciano

Paolo RomanoCAPUA (Caserta). Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del consigliereregionale di Forza Italia, Paolo Romano, sulla questione dell’ospedale Palasciano.

“Intervengo ancora una volta su una delle questioni che più di tutte è a cuore della intera collettività capuana: ospedale Palasciano. Ed intervengo in quanto consigliere regionale, massima autorità istituzionale sul territorio e profondo conoscitore dell’intera questione. Dunque, augurandomi di non ledere la suscettibilità di nessuno, intendo solo portare il mio contributo per la risoluzione della problematica e non per esprimere un parere contro l’operato di alcuno. Detto questo, confermo che il 16 novembre, così come da me sollecitato, vi sarà la riunione del comitato tecnico provinciale per la riorganizzazione dei presidi ospedalieri che interviene subito dopo l’input provenuto dal Vescovo Bruno Schettino. Che sia chiaro, l’ospedale Palasciano è istituzione del territorio di Capua ed è stato sempre struttura di grande prestigio per la provincia di Caserta. E dunque nessuna amministrazione comunale può permettersi il lusso di trascurare o sottovalutare tale questione. La locazione del Dea di II livello nel campo profughi e dunque nella città di Capua e non in quella di Santa Maria Capua Vetere deve avere un caposaldo imprescindibile: i 70mila metri quadrati di area devono essere dati in disponibilità dell’Asl Ce2 a titolo gratuito. Questo, sia ben chiaro, è l’unico presupposto che fa protendere la preferenza sulla nostra città e non su quella ospedale a noi confinante. Tanto è vero che già l’amministrazione Pasca, attribuendo configurazione urbanistica a quell’area, avviò la procedura di accensione di un mutuo da un milione di euro per consentirne l’acquisto al fine di concederlo gratuitamente; anche il commissario prefettizio Provolo continuò su tale percorso a tal punto che la conferenza dei servizi voluta fortemente dal sottoscritto e sollecitata al sindaco di Aversa, massimo organo chiamato ad esprimersi su tali problematiche, confermò tale linea di indirizzo dando il proprio assenso alla edificazione del Dea di II livello a Capua in località campo profughi proprio sul presupposto della gratuità della concessione dell’area. Il punto imprescindibile, ripeto, è che l’area del campo profughi deve essere data a titolo gratuito all’Asl. Mi risulta che, successivamente ad un accordo con il demanio per circa un milione di euro quale prezzo di acquisto, questo sia poi lievitato a poco più del doppio. Prezzo che ritengo sia comunque conveniente e vantaggioso per l’amministrazione comunale proprio perché il terreno si trova in una zona strategica del territorio di Capua. Certamente, se indicessimo un referendum in città, la gente, sensibile a questa problematica, preferirebbe fare sacrifici ed investire tale somma di danaro per conservare la propria istituzione ospedaliera anziché vederli spesi per altre opere o altro ancora. Mi pare evidente, dunque, che solo l’amministrazione comunale possa decidere in tal senso. Mi auguro che il milione di euro già ottenuto con mutuo non sia stato distratto per altro; la gente certamente non lo capirebbe. Ripeto e ribadisco, il mio intervento deve essere letto solo in chiave propositiva e costruttiva e non certo di critica o disaccordo. A tutto ciò aggiungo: mi risulta che l’amministrazione abbia deciso di evitare l’accensione di mutui per ottenere la restante parte economica sufficiente all’acquisto e di fare ricorso alla procedura per l’esproprio di pubblica utilità. Se ciò avvenisse, il terreno non potrebbe essere più dato gratuitamente all’Asl Ce 2 perdendo così quell’ unico presupposto a noi città di Capua favorevole. Faccio un appello a tutti i consiglieri comunali, in particolare al gruppo consiliare di Fi a mezzo del capogruppo ed al sindaco Carmine Antropoli affinché si faccia un passo indietro e non si ricorra ala procedura dell’esproprio. Se poi ciò dovesse accadere, ognuno si assumerà la responsabilità delle conseguenze nei confronti della città di Capua tutta”.

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