Aversa

L”agro aversano in balia dei rifiuti. Appello ai parlamentari

rifiutiAVERSA. Migliaia di tonnellate di spazzatura. Per la precisione cinquecento tonnellate al giorno, di cui settanta solo nella città di Aversa. E’ un oceano di rifiuti quello che gli aversani e gli altri cittadini del bacino di utenza del consorzio GeoEco rischiano di vedersi addosso sin dalle prossime ore.

I numeri alla base dell’ultimo ennesimo disastro dei rifiuti è sconfortante, soprattutto se si allinea con l’impotenza dichiarata dello Stato, in primis il prefetto di Caserta, Maria Elena Stasi, che ha ammesso di non essere in grado di poter fare alcunché per la sua provincia. Dal consorzio GeoEco vengono fuori dati più che allarmanti. A seguito della chiusura della discarica di “Lo Uttaro” di Caserta da parte della magistratura sammaritana dopo il blitz dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico, si accumulano in strada tonnellate di sacchetti che non saranno rimossi per le prossime settimane e, forse, mesi. Né potranno sortire alcun effetto le dimissioni in massa dei sindaci dei comuni rientranti nel bacino di utenza del Consorzio Ce2. Tonnellate e tonnellate di rifiuti continueranno ad accatastarsi nelle strade che già oggi, con il ritiro parziale, già si erano ridotte a fiumi e colline di sacchetti maleodoranti, nonostante il freddo intenso di questi ultimi giorni. Ora la situazione peggiorerà. L’oceano, appunto. Un oceano fatto di buste colorate che hanno trasformato la nostra provincia in un’unica grande, immensa discarica di rifiuti che va a sommarsi a quella discarica invisibile, sotterranea, creata negli anni ottanta e novanta grazie allo sversamento di migliaia e migliaia di bidoni di materiale ai più ignoto. Materiale che i contadini hanno fatto depositare sotto i campi accanto alle proprie case ricavando qualche centinaia di migliaia di lire, m rovinando irrimediabilmente se stessi e la collettività. A questo punto sembra essere impossibile una ripresa basata sulle sole forze dei casertani o dei campani. E’ necessario l’esercito, la protezione civile. E’ necessario, come chiesto dal collega di Pupia Ugo Persice Pisanti nella sua proposta di petizione (che ha raccolto migliaia di firme, con il merito di far riflettere sul fenomeno), che sia dichiarato lo stato di calamità naturale. I nostri parlamentari casertani, Giuliano, Cosentino e Coronella compresi, facciano la loro parte. Dimentichino il politichese e pensino, una volta tanto, ai bisogni reali della loro gente…….prima che sia troppo tardi…anche per loro.

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