Aversa

Emergenza rifiuti, sindaci minacciano le dimissioni

Rifiuti in stradaAVERSA. Minacciano dimissioni di massa e chiusura di scuole ed uffici pubblici sin dalle prossime ore i sindaci dei ventisei comuni che fanno capo al Consorzio Ce2. La decisione nel corso di una riunione tenuta, mercoledì sera, presso la sede della GeoEco a Teverola, dopo la chiusura della discarica Lo Uttaro di Caserta.

Riunione voluta dal direttore della stessa GeoEco Paolino Romano “per discutere di questa nuova gravissima emergenza che ancora una volta penalizza fortemente il territorio casertano”. Le fasce tricolori, che si sono autoconvocate per giovedì mattina, hanno redatto un documento comune, inviato alle più alte cariche dello Stato, tra cui i presidenti della repubblica, del consiglio e delle Camere, al Commissario Straordinario per l’Emergenza Rifiuti in Campania, al presidente e al prefetto della Provincia di Caserta, e a tutti gli organi di stampa. I primi cittadini di comuni popolosi come Aversa, Santa Maria Capua Vetere e Capua, che da ormai, come buona parte della regione Campania, da 14 anni (è del 1993l’istituzione del commissariato di governo per l’Emergenza Rifiuti in Campania) “sono privi di poteri nel settore dell’igiene urbana, chiedono – si legge nel comunicato – un impegno forte alle Istituzioni superiori, poiché tutti i palliativi e le presunte soluzioni messe in campo sino ad oggi non solo non hanno risolto quella che oramai è una vera e propria piaga sociale, ma hanno contribuito a portare in questo settore l’intera regione verso il baratro”. I rappresentanti dei 26 comuni affermano anche di essere “stanchi di essere additati come responsabili, visto che le responsabilità sono soltanto riconducibili a chi ha avuto poteri e gestione del settore, così come sono stufi di sentire che la soluzione è la raccolta differenziata, strumento sicuramente valido, ma che in Campania, visto praticamente l’inesistenza di impiantistica, non riesce a chiudere il ciclo di raccolta”. La minaccia delle dimissioni potrebbe concretizzarsi nelle prossime ore, quando le “rassegneranno nelle mani del prefetto, dopo averle protocollate presso i propri comuni”. “Un atto forte – hanno concluso – affinché continuino ad ignorarci. Con molta probabilità nelle prossime ora incominceremo con il chiudere scuole e uffici pubblici. Dopo le dimissioni chiederemo un incontro urgentissimo con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e con il Presidente del Consiglio Romano Prodi”.

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