Aversa

Asl Ce2, liste d’attesa interminabili

ospedale Giuseppe Moscati di AversaAVERSA. Se provate a fare il numero del C.U.P. (Centro Unico di Prenotazione) dell’Ospedale Civile d’Aversa, per prenotare una colonscopia vi sentirete rispondere che c’è una lista d’attesa che arriva fino a marzo 2008.

Avete letto bene: marzo 2008. Un esame fondamentale per la prevenzione di una serie di malattie, alcune anche gravi, effettuabile non prima di quattro mesi. Per chi non sapesse cos’è e a cosa serve la colonscopia ricordo che è un esame diagnostico che mediante l’esplorazione dell’interno del colon, permette di scoprire eventuali lesioni, ulcerazioni o masse tumorali in esso presenti. La colonscopia è un fondamentale strumento di prevenzione che consente l’individuazione e l’eventuale rimozione istantanea di tumori in fase iniziale. Essendo uno strumento fondamentale per la prevenzione si dovrebbe eseguire una colonscopia almeno ogni 5 anni. Per alcuni soggetti a rischio, come ad esempio chi ha avuto familiari colpiti da tumori del colon, chi ha più di 50 anni o quando si rileva la presenza di sangue, anche in tracce minime, nelle feci, farsi una colonscopia e il miglior sistema per salvarsi la vita. Come tutto questo, però, si concili con la lungaggine delle prenotazioni (con 120/140 giorni d’attesa) è tutto da dimostrare. Per assurdo, invece di sentirsi rispondere “L’unica data disponibile è per il marzo 2008” converrebbe di più sentirsi, chiaramente, dire che è tutto prenotato e che, quindi, bisogna rivolgersi ad altri ospedali. In questo modo le persone più anziane, scarsamente alfabetizzate e meno abbienti sarebbero costrette a rivolgersi altrove, senza perdere tutto quel tempo prezioso. In certi casi, un giorno in più o uno in meno fa la differenza fra la vita e la morte. Speriamo, pertanto, che la Direzione Sanitaria dell’Ospedale Civile d’Aversa e la Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria Locale Caserta 2 prendano opportuni ed immediati provvedimenti per ridurre i tempi d’attesa di questo e degli altri tipi d’esame diagnostico. In una zona già duramente colpita dalle patologie tumorali lasciare la situazione nello stato in cui si trova oggi sarebbe davvero da criminali.

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