Sant’Arpino

Minaccia la sua ex via internet: condannato

 SANT’ARPINO. Molestie e minacce a mezzo internete, per questo è stato condannato a un anno di reclusione Cesario M., 31enne di Sant’Arpino. Il giovane è stato denunciato dalla sua ex fidanzata, Mariangela P., 23 anni di Macerata Campania, e ieri è stato condannato dal giudice Picardi del tribunale di Santa Maria Capua Vetere -sezione distaccata di Aversa.

La storia d’amore dei due giovani nasce in internet. La finestra sul mondo virtuale li fa conoscere e dopo qualche tempo di “messaggi istantanei” i due decidono di intraprendere una storia vera. Un anno vissuto insieme. Anche le rispettive famiglie vengono coinvolte in questo rapporto. Ma poi le cose cambiano e la 23enne decise di chiudere la storia. Cesario non è d’accordo. Lui ama troppo Mariangela e non vuole che tra di loro ci sia solo silenzio. Inizia dunque a seguirla, a tempestarla di telefonate. Si presenta sotto casa dove sosta per ore in cerca di una sua parola. Poi la ferma per strada, nei luoghi di ritrovo, e la costringe a sentire le sue ragioni. Ma la situazione si complica. Cesario invia messaggi in chat per attirare la sua attenzione. Alcuni di quei messaggi diventano però pesanti. Riferimenti alla propria esperienza privata e al vissuto insieme trapelano in modo evidente così come emergono chiare minacce di mandare sulla rete alcune foto in atteggiamenti intimi. Ieri mattina vittima e imputato erano in aula. Occhi bassi lei per non incrociare lo sguardo di lui fisso verso il suo volto. La 23enne ha denunciato tutto presentando fotocopia dei messaggi incriminati ed un tabulato della polizia postale, che indicava la provenienza degli stessi. Il 31enne davanti al giudice ha confessato l’amore che prova per la giovane e le sue mancanze, ma ha negato che quegli scritti fossero suoi. Certo, ha riferito, ho pensato alcune cose ma non le ho scritte. In particolare il 31enne si riferiva ai messaggi nei quali si minacciava di morte il possibile presunto nuovo compagno della giovane. Non hanno convinto le parole dell’innamorato: il giudice lo ha ritenuto colpevole e nelle motivazioni della sentenza ha insistito sulla reiterazione ossessiva del suo comportamento valutando la confessione dello stesso come un disperato tentativo di evitare le conseguenze dei suoi gesti. La pena è sospesa: il giovane non ha precedenti, ma a lui toccheranno le spese legali.

dal Corriere di Caserta, venerdì 12.10.07 (di Luisa Conte)

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