Italia

Parco Abruzzo, continua la carneficina

Un orso marsicanoContinua la carneficina nel Parco Nazionale d’Abruzzo e Molise. Altri due orsi, una femmina e un cucciolo, sono stati trovati morti, facendo salire a cinque il numero complessivo degli animali uccisi nelle ultime due settimane, a cui si aggiungono due lupi, tre cinghiali (l’ultimo trovato agonizzante ieri pomeriggio) e una capretta usata come esca avvelenata.

Infatti, l’ipotesi più accreditata è quella del veleno, come conferma il direttore del Parco, Aldo Di Benedetto: “La morte dei cinque orsiè stata causata da un’aggressione pianificata. Il Parco è aperto a tutti e chiunque poteva entrare e fare quello che ha fatto. L’ipotesi più sostenuta è che siano stati uccisi da veleno”. Il ritrovamento dei due orsi risalirebbe a due settimane fa, ma la notizia è stata diffusa solo oggi. Le guardie del Parco stanno effettuando perlustrazioni, raccogliendo escrementi di orso che saranno inviati ai laboratori per accertare la presenza di sostanze tossiche.

Per domani mattina è prevista la visita del ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio: “Dopo la barbara uccisione dei due orsi – riferisce una nota del ministero – il ministro ha deciso di recarsi al Parco d’Abruzzo per una riunione straordinaria con il direttore generale del ministero dell’Ambiente e i vertici dell’Ente Parco”.

Altero MatteoliAlfonso Pecoraro ScanioL’ex ministro dell’Ambiente, Altero Matteoli, presidente dei senatori di An, ha invece presentato un’interrogazione a Pecoraro Scanio, chiedendo di sapere “se risponde al vero la notizia della secretazione della morte di due orsi marsicani avvenuta circa venti giorni fa nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, cui si è aggiunta ieri quella di altri tre esemplari”. “La secretazione – ha poi dichiarato Matteoli – avrebbe potuto favorire la prosecuzione di azioni criminali ai danni degli orsi nel Parco. La morte di questi esemplari rappresenta una perdita gravissima per il prezioso patrimonio biologico della specie in via di estinzione e mina i programmi di tutela e conservazione dell’orso bruno marsicano del Parco Nazionale. Ho chiesto al ministro quali iniziative intenda porre in essere per individuare i responsabili delle azioni criminose per evitare il ripetersi di episodi così gravi. Mi auguro – ha concluso – di avere risposte immediate ed esaustive”.

Intanto, il Wwf e l’associazione “Amici dell’Orso Bernardo” hanno organizzato una fiaccolata per chiedere giustizia e salvaguardare gli orsi rimasti, che si terrà sabato 6 ottobre a a Bisegna e San Sebastiano, situate nell’area del Parco. “Nella Marsica e in altre aree dell’Appennino – spiegano gli organizzatori – ormai si ripetono da anni avvelenamenti che colpiscono sia la fauna selvatica che animali domestici e di compagnia. Delinquenti senza scupoli spargono micidiali veleni sul territorio anche vicino alle case. E’ un fenomeno che in pochi anni ha portato all’uccisione di ben 6 orsi (2 sul versante laziale del Parco e 1 nel Parco Sirente-Velino alcuni anni or sono e 3 ora), decine di Grifoni (in ben due occasioni, con piu’ di 10 morti l’anno scorso), lupi e aquile reali. A questo fenomeno – concludono – si aggiunge il bracconaggio con i lacci d’acciaio che ha portato all’uccisione di un’orsa nel Parco della Majella alcuni anni fa”.

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