Italia

Niente telefonini in classe, è ipocrisia

niente telefonini in classeLo scorso 15 marzo il ministero della Pubblica istruzione ha stabilito lo stop all’uso dei telefonini. La direttiva di Giuseppe Fioroni, però, non sembra preoccupare studenti e professori.

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Così il primo giorno di scuola può essere immortalato mentre il docente è in cattedra. Un filmato in cui non c’è traccia di violenza, ma da parte dell’insegnante non c’è nessun richiamo al rispetto delle regole. Un filmato per il quale uno studente di Imperia potrebbe pagare fino a 18mila euro. Il sito Youtube fa scandalo. Il contenitore di video più conosciuto nel mondo virtuale mette a nudo una realtà che sconvolge. E nasce la polemica. C’è chi dice che l’inizio della scuola è una manna per i bulli. C’è chi lancia l’allarme del “nonnismo” negli istituti scolastici. C’è chi condanna o assolve gli insegnanti perché poco attenti o vittime, loro stessi, della violenza “gratuita” dei giovani. E poi si tira fuori il problema del cellulare, che permette di catturare nelle immagini la vita che si svolge quotidianamente in una classe. Ci si scandalizza. Si punta il dito. E di volta in volta si indica il colpevole. Le immagini di un video sconvolgono chi pensava di aver trovato la soluzione e aprono una finestra su un mondo che per quanto conosciuto fa paura. Una paura che impietrisce, paralizza, che impedisce ogni reazione che non sia un monito verbale o una raccomandazione generazionale. Eppure questa è la realtà. Chi non sa che in alcune classi i professori non possono fare lezioni. Che non si possono sporgere denunce per atti criminali che si verificano in alcuni istituti. Che il silenzio di presidi e dirigenti impone il silenzio dei docenti e degli alunni. Che i genitori sono impotenti di fronte al perpetrarsi di ingiustizie. Che la violenza verbale e fisica occupa l’attenzione della platea scolastica. Eppure è un video che fa scattare l’allarme. E si pensa a multare il ragazzo di turno che mostra al mondo quella realtà, perché ha “violato la privacy”. O si minacciano punizioni affinché quei filmati non vengano girati. Ma intanto nelle aule accade di tutto ed anche di più e nessuno osa intervenire tranne, s’intende, parlare. “Tanto rumore per nulla” direbbe una voce dal passato. Tanto rumore per non far nulla, potremmo avanzare noi per questo presente.

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