Italia

Lettera aperta ai cittadini campani

camorraMesse da parte, per il momento, le manifestazioni contro l’apertura delle discariche, i miei compaesani, forse per non perdere l’allenamento, sono ritornati a fare i cosiddetti “cortei anticamorra”.

Potrei argomentare quanto penso al riguardo con nobili ed ispirate parole ma, guardando il calendario, mi sono accorto che tra pochi mesi saremo nel 2008, ripeto: duemilaotto…

Allora mi sono detto, con molta calma… perché non posso far notare ai miei compaesani che le operazioni di facciata hanno esaurito il tempo loro concesso. Perché con molto stile e garbo non gli dico… basta. Basta! BASTAA! Stop alle le fiaccolate, ai cortei, alle manifestazioni contro la camorra. Ma quanto tempo dovrà passare, quanti altri morti dovranno giacere insanguinati nelle nostre strade prima che si capisca che non servono a nulla… A NULLAAA!

 Sfilare per le strade in ricordo dell’uno o dell’altro morto ammazzato non serve ad una “cippa”, se non a rinnovare il dolore nelle famiglie delle vittime. Le cose da fare sarebbero ben altre. Per prima cosa ribelliamoci. Ribelliamoci per davvero. Cacciamo gli invasori dalle nostre terre. Gentaglia che per l’immensa avidità che li contraddistingue ha contaminato una delle regioni più belle del mondo, lasciando ai loro figli un’eredità di sangue e tumori. Gentaglia che ha distrutto uno dei litorali più belli d’Europa per costruire degli obbrobri di cemento che fanno vomitare. Gentaglia che si costruisce ville al mare con le jacuzzi e poi vive come i barboni per non farsi acciuffare dalla polizia. Gentaglia che rischia la vita per rubare, depredare, uccidere e poi dilapida tutto in Mercedes, casini, casinò e patacche d’oro massiccio… Gentaglia che se non fosse tanto presa a fare soldi “subito ed a qualunque costo” si sarebbe certamente industriata per creare (abusivamente, per carità) qualcosa che assomigliasse più a Cannes che alla Domiziana (“e ho detto tutto”, come diceva Peppino De Filippo). Ma tant’è…

Ai napoletani e ai campani onesti, che per fortuna sono milioni, dico di cacciare chi infanga il loro nome, la loro terra; chi distrugge la loro identità e la loro cultura millenaria sostituendola con personaggi cafoni, politici macchietta, comici e cantanti semianalfabeti, canzoni sguaiate-arabeggianti, “guapp e carton”, “latitanti” e altre cafonate simili. Cacciamoli. Così come fecero i napoletani con le SS e la Wermacht. Nulla è impossibile. Molto più difficile, ma non impossibile.

 Liberiamoci da questi zozzoni. Disprezzate ogni cosa che toccano o che fanno. Isolateli. Non votate i loro padrini politici. I cazzimieisti, i monnezzari, i simpaticoni, gli integerrimi a giorni alterni, i pii e umili del tipo “faccio marchette e poi mi pento”. Quella feccia che da sempre garantisce a questi sporchi figuri l’impunità o, nella peggiore dell’ipotesi, un posticino in un centro di potere. Forza. Diamoci da fare. Ognuno nel proprio piccolo può contribuire a liberare questa terra.

La terra di Eduardo De Filippo, di Raffaele Viviani, di Benedetto Croce. La terra di Napoli Milionaria, di Filumena Maturano. La terra di Enrico Caruso, di Sorrento, di Amalfi, di Positano e di Capri. La terra del caffè e della sfogliatella. La patria del bel canto e della melodia. La terra dove la bellezza dei monumenti, dell’arte e dell’ambiente creato da vulcani, laghi, monti, boschi e verdi colline, che una volta la facevano da padrone, ha ceduto il passo all’orrenda bruttezza dei pascalotti, dei rafanielli, delle pupatelle e degli altri scassac…. vari.

In ricordo di: Adolfo Pansini – Gennaro Capuozzi – Filippo Illuminato – Pasquale Formisano – Medaglie d’oro al valor civile, ,morti per la nostra libertà durante le “Quattro giornate di Napoli”. Il più “vecchio” aveva diciotto anni.

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