Cesa

Rapinatore arrestato a Cesa dai Carabinieri

La Beretta  6,35CESA. Aveva una pistola e un bastone telescopico quando è stato perquisito ed in casa nascondeva un’altra arma. Questi erano gli attrezzi da lavoro di Marco Mangiacapra, 34enne di Parete, che ieri mattina è stato ammanettato dai carabinieri.

Il giovane aveva appena messo a segno una rapina. In via Diaz, nel pieno centro commerciale di Aversa, Mangiacapra punta la pistola, una Kamar 8mm del tutto simile per forma e dimensioni al modello originale “Beretta” in dotazione alla Guardia di Finanza, alla tempia di T. P., un pensionato di 62 anni. L’anziano non oppone resistenza e cede l’auto, una Fiat Tempra, e il portafogli con 200 euro circa al giovane. Questi sale in macchina e scappa. Immediatamente la vittima della rapina allerta una pattuglia dei carabinieri, che era in zona (si tratta della nuova squadra antirapina in servizio presso il gruppo dei carabinieri di Aversa che si avvale anche del rinforzo dell’ottavo battaglione Lazio). L’auto viene intercettata. Prende il via un inseguimento. I carabinieri, alla fine, hanno ragione del rapinatore. Questi viene bloccato in via Gramsci e perquisito. Con sè aveva la pistola e un bastone telescopico di tipo spagnolo, in acciaio di circa 70 centimetri di lunghezza, di quelli usati dalle forze dell’ordine per l’antisommossa. I carabinieri hanno anche trovato due giubbini, usati evidentemente dall’uomo per cambiarsi dopo il colpo. Il 34enne è stato portato in caserma, per i controlli di routine, e poi è stato tradotto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove attualmente è detenuto con l’accusa di rapina aggravata. Intanto i militari hanno continuato le indagini. E’ stata perquisita l’abitazione di Mangiacapre in via Campostrino a Cesa. Nella casa è stata trovata un’altra pistola, imitazione perfetta della “Beretta” 6,35, il modello femminile da borsetta. La sua posizione è dunque peggiorata, ma non solo per le armi rinvenute. Dalle verifiche, infatti, i militari hanno scoperto che Mangiacapra è responsabile di un’altra rapina aggravata dall’uso delle armi messa a segno lo scorso 17 ottobre. Sarebbe stato lui a rubare la Fiat Bravo ad un 53enne di Giugliano di Napoli. L’uomo, C. D. A., aveva raccontato ai poliziotti di Giugliano di essere stato vittima di una rapina: un uomo con il volto scoperto lo aveva minacciato con una pistola e si era portato via l’auto. La stessa è stata trovata sulla Variante, era parcheggiata in prossimità del “Delfino”. Questa, come la Tempra e il portafogli, è stata restituita al legittimo proprietario. Un’indagine lampo quella dei carabinieri che però non è ancora terminata. Anche se il responsabile delle due rapine è stato assicurato alla giustizia, i militari vogliono accertare se Mario Mangiacapra, che ha altri precedenti per reati contro il patrimonio, è imputabile anche di altre rapine messe a segno non solo nell’agro aversano ma anche nel napoletano.

dal Corriere di Caserta, martedì 23.10.07 (di Luisa Conte)

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