Caserta

Polizze fidejussorie con false garanzie, 6 indagati

Guardia di FinanzaCASERTA. I Finanzieri della Compagnia di Caserta, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, hanno condotto complesse ed articolate indagini di polizia giudiziaria che hanno consentito di accertare come tre società per azioni …

…(di cui una con sede legale in Caserta e due in Maddaloni) avessero rappresentato nei bilanci, fatti materiali non rispondenti al vero sulla propria situazione economica, patrimoniale e finanziaria. Tra gli artifizi contabili ritenuti idonei ad indurre in errore i destinatari dei citati documenti societari, è emerso, in particolare, il ricorso a conferimenti di capitale mai versati da parte di soci ovvero a vendita “pilotata” di proprietà immobiliari al fine di accrescerne fittiziamente l’effettivo valore economico da iscrivere in bilancio.

Gli accertamenti hanno consentito di appurare come, proprio in virtù di una falsa rappresentazione della reale solidità patrimoniale posseduta e dell’ottenuta iscrizione all’elenco generale degli intermediari finanziari tenuto presso l’Ufficio Italiano Cambi, le società oggetto delle indagini hanno emesso migliaia di polizze fidejussorie, fornendo false garanzie per importi superiori ai 220 milioni di euro.

Gli intermediari in parola, infatti, attraverso una rete di agenti presente in particolare in Campania e, più in generale, in molte Regioni del Mezzogiorno, riuscivano a stipulare numerosi contratti, molti dei quali avevano, quale beneficiario, un ente pubblico che, però, avrebbe trovato non pochi problemi ad escutere le polizze ricevute, soprattutto in ragione degli ingenti importi complessivamente garantiti. Tali circostanze assumono maggiore rilievo ove si consideri non solo il danno potenzialmente patito dai pubblici bilanci, ma anche che la presentazione di una polizza fidejussoria può essere necessaria quale conditio sine qua non per la partecipazione ad appalti, per l’accesso ad erogazione di contributi o a finanziamenti pubblici, ovvero per la riscossione di un credito d’imposta. In tal senso, proprio una limitata valutazione della solvibilità del cliente da parte della finanziaria consente il rilascio della garanzia in tempi più ridotti rispetto a quelli normalmente richiesti da altre tipologie di intermediari e, dunque l’acquisizione, nei confronti di queste ultime, di un significativo vantaggio competitivo, con conseguente distorsione del mercato.

Importante sottolineare, inoltre, che le finanziarie interessate dalle indagini condotte dalle Fiamme Gialle sono state oggetto di provvedimento di cancellazione dall’elenco generale tenuto presso l’Ufficio Italiano Cambi, cui peraltro hanno nel tempo fornito indicazioni fuorvianti. In seguito nonostante ciò hanno continuato ad emettere polizze fidejussorie in maniera abusiva, questa volta avvalendosi di un ulteriore soggetto economico appositamente costituito, utilizzato quale “agente in attività finanziaria”, ma sprovvisto delle prescritte abilitazioni oltre che in possesso di un bilancio falso. Ingenti i profitti realizzati, calcolati in oltre 2,6 milioni di euro, in relazione al cui conseguimento il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha disposto il sequestro preventivo di numerosi beni immobili, risultati nella disponibilità degli indagati.

Sei gli inquisiti, professionisti ed imprenditori, che sono stati denunciati per false comunicazioni sociali, formazione fittizia del capitale, ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza, esercizio abusivo di attività finanziaria ed esercizio abusivo dell’agenzia in attività finanziaria.

L’esito degli accertamenti condotti testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza quale organo di polizia economica e finanziaria a tutela dei pubblici bilanci e del regolare funzionamento dell’economia e del mercato.

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